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    Lazio, Anderson dice addio: "Questa per me è più di una squadra. Vi dico chi può fare un grande percorso qui..."

    Lazio, Anderson dice addio: "Questa per me è più di una squadra. Vi dico chi può fare un grande percorso qui..."

    Non trattiene le lacrime Felipe Anderson durante la sua ultima intervista da laziale. Anzi, da “calciatore della Lazio”. Perché in realtà, ha confessato lui stesso ai microfoni dei media ufficiali del club biancoceleste, resterà per sempre legato a questi colori: “Siamo arrivati quasi alla fine e questa è l’intervista più difficile. Sapevo che un giorno doveva succedere. Non so cosa proverò domenica, sarà una giornata bella, ma difficile. Rispetto alle lacrime del 2018, queste sono più serene, perché in questi ultimi mesi ho avuto tempo per ragionare e ho fatto questa scelta col cuore, insieme alla mia famiglia. Però è sempre difficile dire addio, alla Lazio e alla sua gente. Li porterò sempre nel mio cuore. Mi mancheranno”.

    AFFETTO - Nel corso dell’intervista, Anderson ha ricevuto anche tanti videomessaggi da ex compagni e amici che hanno segnato la sua vita a Roma in questi anni. E questo non lo ha aiutato affatto a contenere la commozione. “Quello che dico sempre è che la Lazio per me è più di una squadra. Ho vissuto di tutto da quando sono arrivato. Mi ha ripreso dandomi fiducia come se non fossi mai andato via. Questo per me vale più di tutto. Mi resterà per sempre l’affetto che io e la mia famiglia abbiamo ricevuto ovunque andassimo a Roma. Per me l’Italia è il paese più bello al mondo. Come i brasiliani, anche gli italiani sono molto espressivi ed è stato facile fare amicizia con tanta gente”

    GRANDI PARTITE - L’attaccante brasiliano a fine anno si trasferirà al Palmeiras. Non ha voluto prolungare oltre la scadenza dell’attuale contratto la sua permanenza a Roma essenzialmente per motivi personali e familiari. Ha rifiutato offerte importanti anche da altri club, accettando di guadagnare meno per ritornare a giocare in patria e far crescere sua figlia in Brasile. I ricordi delle emozioni vissute nella Capitale però rimarranno indelebili nella sua mente: “Mi ricordo Lazio – Samp del 2015 che fu una grande gara di tutti, non solo mio (1 gol e 2 assist nel 3-0 finale, ndr). Di gare belle ne abbiamo fatte tante. Ma in effetti come quella è difficile trovarne altre. Negli ultmi anni ero molto contento di giocare tanto, ma al livello individuale la mia miglior annata rimane quella del 2014-15. Dei derby mi ricordo bene il mio primo giocato, che però abbiamo pareggiato ed è stato un peccato non vincerlo. Poi è stato bello anche uno degli ultimi in cui ho segnato e abbiamo vinto 1-0, che è stata anche un’occasione di dedicare il gol a un amico che adesso non c’è più”.

    COMPAGNI - “Prima di arrivare conoscevo Hernanes, che era famoso in Brasile, e l’ho seguito molto. Poter venire qui a giocare con lui è stato un onore. Una persona che mi ha aiutato tanto quando sono arrivato è stato Klose, ma anche Nani mi ha dato una grande mano. Sono sempre stati gentili e disponibili nei momenti più complicati. Ho via via visto una Lazio sempre più ambiziosa, che vuole crescere sempre di più, soprattutto negli ultimi anni. Ho visto la voglia in allenamento di vincere, anche se quest’anno non è andato bene. La voglia di competere ad alti livelli c’è sempre stata. In questi anni ho avuto tanti compagni e soprattutto tra i più giovani ce ne è stato più di qualcuno che aveva grandi potenzialità, ma poi in partita non riusciva ad avere la stessa fiducia in campo nei propri mezzi. Pedro Neto era uno che in allenamento si vedeva subito quanto fosse forte. Il più simpatico di tutti i compagni che ho avuto è stato Bastos. Quello che si veste peggio è difficile da individuare: metà della squadra secondo me non si veste bene! (ride, ndr). Sui gusti musicali dico che i più discutibili sono quelli di Patric, che però è bravo a fare il DJ. Il compagno di squadra più forte è stato Lucas Leiva. Era sempre diretto in campo e ci dava grande energia. Auguro a tutti di raggiungere grandi traguardi e vivere belle esperienze con la Lazio, come ho fatto io. In questa rosa io vedo molto bene Rovella. Per me ha grande potenziale e può fare un percorso incredibile qui”.

    TIFOSI - “Dei tifosi, quello che mi ha colpito di più è stato quello che si è tatuato la mia faccia. Per me un po’ eccessivo, ma capisco il gesto d’affetto che fa sempre piacere. È nei momenti difficili che ho visto i tifosi darmi una grande mano e stare vicino a me e alla squadra. Ho trovato tanta umanità in loro. Quanto i tifosi cantano è sempre bellissimo, ma il coro ‘La Lazio mia’ per me è incredibile.  Anche la canzone che mettono all’inizio, quando entriamo in campo ti entra nel cuore. Mia figlia, quando sarà grande, la porterò a Roma e in Italia. Le farò vedere tutto e lei vivrà sempre con la magliettina della Lazio. In questi 10-11 anni tutto quello che fatto nel calcio e nella mia vita è stato importante. Tante scelte decisive per il mio futuro e cose bellissime accadute hanno dato una direzione alla mia vita. Voglio ringraziare i tifosi per questi anni incredibili. Mi dispiace e chiedo scusa a tutti se qualche partita non è andata come volevamo, ma ho sempre provato a fare di tutto per regalare gioia. Darò tutto fino all’ultimo anche domenica, se giocherà. Vi saluterò tutti e resterò sempre uno di voi. Grazie per tutto quello che avere fatto per me. Io vi amo. La mia famiglia vi ama. Vi porteremo sempre nel nostro cuore”.

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    North Of The Tiber
    North Of The Tiber

    Grazie Felipe! Forza Lazio!

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