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Alla Lazio di quest’anno è difficile trovare aspetti da migliorare, mancanze vere e proprie a livello di interpreti e soluzioni di gioco. Miglior difesa del campionato con 23 gol subìti, miglior centrocampo (be’, qui basta l’occhio), la squadra di Simone Inzaghi vanta pure il secondo miglior attacco (dietro all’Atalanta), nonché il capocannoniere del torneo Ciro Immobile. Abbastanza completa, direi. Non potendo essere la favorita è diventata quasi perfetta: solida, bella ed efficiente. Si può solo che peggiorare? Non credo, la prospettiva Champions apre un capitolo ancor più interessante. A patto però che Milinkovic non venga ceduto. Dunque si parla già di nuovi colpi: un difensore o due (se parte Bastos), un centrocampista oltre a Escalante (in arrivo dall’Eibar), un esterno mancino e un attaccante. Tra gli altri sono usciti i nomi di Franco Vázquez e Rodrigo De Paul. La Lazio vuol forse diventare una squadra di trequartisti?       
 
UNA SQUADRA PER TREQUARTISTI: VÁZQUEZ  – Sarebbe gustoso definirla così ma anche un pochino inappropriato. Infatti se pensiamo a Vázquez, non dobbiamo più immaginarci l’attaccante fantasista (in coppia con Dybala) del Palermo di Iachini (stagione 14/15). El Mudo ha arretrato il suo raggio d’azione, specialmente negli ultimi due anni di Siviglia, prima con Machín in panchina (18/19) poi con Lopetegui (19/20). In sostanza ha interpretato spesso e volentieri il ruolo di mezzala, tanto nel 3-5-2 del primo quanto nel 4-3-3 del secondo. Un percorso che lo avvicina molto alle funzioni ricoperte oggi da Luis Alberto nella Lazio. Questi due giocatori infatti possiedono entrambi una straordinaria visione di gioco, un tocco da numero 10 e il gusto per l’assist leggendario (che esalta le punte dinamiche e i quinti offensivi). Ma soprattutto, possiedono il dono della pausa riordinatrice.



Ricorderete forse il sonoro 3-0 inflitto dagli uomini di Machín al Real Madrid di Lopetegui, il 26 settembre 2018. Franco Vázquez allora giocò proprio interno sinistro, potremmo dire “alla Luis Alberto”. Eccolo mentre si smarca e riceve alle spalle di Modric. Ed è qui la pausa.  



In un 3-5-2 di palleggio com’è tra l’altro anche quello della Lazio, servono centrocampisti in grado di trattare il pallone, addormentando o velocizzando l’azione a seconda delle situazioni di gioco. Con tecnica e pensiero. In questo caso Vázquez non ha compagni vicini davanti a sé, eccetto il solo Arana, che però è ben controllato da Asensio. Perciò l’argentino raggiunto da Modric sterza e torna indietro in conduzione.



Torna indietro per girarsi un’altra volta e sfidare Modric in mezzo al campo, mentre Banega prende il suo posto, a sinistra. Vázquez a questo punto gli fa arrivare il pallone sfruttando il braccetto Gómez (uno dei tre centrali del Siviglia).



E quando Banega riceve scomodando la pressione in ritardo del mediocentro Casemiro, Vázquez si comporta chiaramente nello stesso modo in cui si comporterebbe Luis Alberto nella Lazio. Si mostra in appoggio al compagno per risolvere ed eludere la pressione avversaria e al tempo stesso si proietta lungo l’asse centrale del campo con il suo bagaglio e repertorio da trequartista.



Banega lo premia con semplicità. La mezzala opposta, Sarabia, dato che Kroos è costretto a stringere, resta libera.



E Vázquez lo serve come farebbe Luis Alberto con Milinkovic.


Insomma, se esiste al mondo un giocatore degno di sostituire la mezzala spagnola di Inzaghi, questi è Franco Vázquez. Sarebbe un vice perfetto viste le due competizioni, il doppio impegno (campionato e Champions) che si profila per la Lazio. Per convincervi del tutto vi propongo quest’altra giocata. Chi vi ricorda?



Ricevuto l’appoggio dal compagno all’altezza del centrocampo, el mudo crea superiorità numerica con un primo dribbling. Vede un taglio, un movimento senza palla ad attaccare uno spazio.



Mai dubitare, mai fermare la corsa quando gente come Vázquez avanza palla al piede. Corridoi come questi sorprendono tutti, persino il compagno che riceve il pallone. Senza accorgersene, quest’ultimo se lo ritrova in favore di corsa: per dove, come, quando è passato?



DE PAUL - Un momento però. Se l’arrivo di un Vázquez o un De Paul volesse dire perdere Milinkovic, allora no, la Lazio peggiorerebbe. Sergej è insostituibile. Persino Rodrigo De Paul, che ha tutta l’aria di essere un gran colpo, lo farebbe rimpiangere. Il 10 dell’Udinese gioca sì nello stesso ruolo, sì nello stesso modulo (3-5-2), ma ha un set di giocate, ancorché ampio, assai più limitato del serbo. Inutile che vi stia a ripetere l’importanza del gioco aereo di Milinkovic-Savic.     



Eppure De Paul fa gola a tanti, Inter compresa. Alla Lazio evidentemente piace perché è una mezzala di palleggio, un tipo fantasioso, un altro ex trequartista. Un giocatore con un destro dalla distanza molto preciso e potente, in questo sì paragonabile a Sergej e diverso da Luis Alberto, che è invece più morbido nelle traiettorie.



Potremmo citare il gol di De Paul contro il Genoa, per concludere: un’elegante stoccata, da fermo, all’incrocio dei pali. Basterebbe questo per renderlo complementare a Luis Alberto? Temo di no. L’equilibrio prodigioso raggiunto dal centrocampo della Lazio rischierebbe di saltare.