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È stato il presidente del centenario. E’ stato il condottiero del secondo scudetto biancocelste ed è stato colui che ha regalato alla Lazio ben sette trofei, spingendo il club capitolino al vertice del ranking Uefa.Sergio Cagnotti, che per i tifosi biancocelesti è da sempre ‘Il Presidente’ per eccellenza, sta vivendo la sua lazialità a distanza. Intatta, forte, profonda, la passione per il calcio che lo conduce inevitabilmente a trepidare per quei colori che dal ’92 al 2003 lo videro gioire alla guida di una Lazio sulla cresta dell’onda. Un Cragnotti impegnato nella sua azienda di famiglia (produce vini in Toscana, ndr), ma da sempre interessato alle vicende del campionato biancoceleste, gongola per una Lazio prima in classifica, anche se raggiunto in Esclusiva da Lalaziosiamonoi.it evita giudizi affrettati.“Provo un gran piacere a vedere la Lazio in cima alla classifica – esordisce Cragnotti –Sono rimasto appassionato a questa squadra e quindi mi auguro che torni a volare come una volta”. Una squadra, ben costruita da Claudio Lotito, che nel mercato estivo si è fregiata dell’acquisto forse più importante della serie A, ossia quello di Hernanes. Il giocatore brasiliano sta entrando nel vivo del gioco biancoceleste e con il passar delle settimane sono cresciuti i raffronti con gli assi del passato. Uno su tutti Juan Sebastia Veron, ma Cragnotti frena: “Queste sono valutazioni tecniche che richiedono tempo. Hernanes è un bon giocatore, ma aspetterei fine anno per paragonarlo a Veron o ad altri campioni e poi si vedrà”. Dal campo alla Borsa, la Lazio gioca le sue partite vincendo. Da due settimane infatti il titolo biancoceleste sta chiudendo in positivo, con un volume di scambi pari all’11% del pacchetto azionario. Cragnotti a riguardo ha delle convinzioni e lo spiega ai nostri microfoni: “La borsa risente di una grave inflessione a causa dei fenomeni economici internazionali e finanziari. Io ritengo che questo movimento azionario sia una sistemazione delle quote evidentemente distribuite di qua e di là. Comunque credo che la presidenza di Lotito sia ben salda. Ha più del 67% delle azioni e quindi qualsiasi movimento non può modificare il quadro azionario della Lazio. Ripeto credo sia una sistemazione di quote che erano un po’ disperse”. Dunque nulla di nuovo all’orizzonte secondo l’ex-numero uno biancoceleste, anche se a fine ottobre ci sarà la nuova nomina del Consiglio Di Gestione e di Sorveglianza: “Prima di tutto si dovranno conoscere i numeri di questi pacchetti, anche perché bisogna avere più del 2% , quota che obbliga gli azionisti che detengono il pacchetto della società a comunicare il proprio nominativo alla Consob. Ma comunque resto dell’idea che sia solo una sistemazione di quote che potrebbero avere un solo azionista o più azionisti. Vedremo”. Dall’economia ai progetti. La Lazio punta in alto e Cragnotti è ottimista a riguardo: “Sono rimasto davvero impressionato quando sono andato a vedere la partita con il Milan. Quella è stata una Lazio che mi è piaciuta tantissimo. Ho trovato una squadra coesa e concentrata al raggiungimento del risultato. La squadra è ben costruita con un centrocampo discreto. Certo dobbiamo aspettare i momenti difficili, quando arriveranno gli infortuni o i campi pesanti, però questo è un buon inizio. Europa? Si l’Uefa è alla portata, la Champions non so bisogna aspettare fine anno, bisogna vedere se c’è continuità”. Le ultime frasi sono per l’aquila: “Noi l’aquila l’abbiamo fatta vedere ma non l’abbiamo mai fatta volare. È stato uno spettacolo bellissimo. Complimenti a Lotito che l’ha saputo organizzare, anche perché questi spettacoli mediatici oggi sono molto importanti per trasmettere il senso di appartenenza nella gente”.