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L'obiettivo della Lazio è rimanere in vetta alla classifica - va bene anche in compagnia dell'Inter - ancora per qualche settimana. Dopo la gara con il Brescia, infatti, ci sarà la sosta di campionato per le Nazionali e si tornerà in campo dopo 15 giorni. Vincere con il Brescia significherebbe mettersi comodi, e per quei giorni guardare tutti dall'alto verso il basso, 'cuginetti' compresi. Contro le rondinelle non c'è la necessità di vincere, però i tre punti confermerebbero l'ottimo momento della Lazio e darebbero ancora maggiori certezze dal punto di vista della maturità di un gruppo che in passato spesso si guardava allo specchio dopo delle buone gare.

Con Reja non è così, perché nessuno è sicuro del proprio posto in squadra: il turn over attuato dallo stesso tecnico fa sì che tutti i giocatori debbano essere pronti a dare il massimo nelle occasioni che gli si presentano. Domenica all'Olimpico c'è il Brescia: una squadra in salute, che dopo la sconfitta di Bari vuole tornare a far punti. La Lazio si troverà di fronte una squadra agguerrita e dovrà certamente imporre il proprio gioco, come ha fatto contro la Fiorentina e il Chievo Verona. Il mister ha tutti a disposizione, tranne Matuzalem che sarà sostituito da Ledesma, il quale torna ad essere titolare nel suo ruolo dopo un turno di stop, la domenica stessa in cui Prandelli potrebbe convocare l'italo-argentino con la Nazionale azzurra.

Da Reja ai giocatori, dalla società ai tifosi, tutti si augurano che il momento positivo continui il più a lungo possibile. Domenica l'allenatore cambierà ancora, stavolta però non il modulo (l'equilibrio della squadra nell'ultima gara ha dato tranquillità e verrà riproposto in casa contro le rondinelle). Giusto così, perché la Lazio spuntata di Genova non è piaciuta: quella contro il Milan è andata un po' meglio, ma solo con l'ingresso in campo di Rocchi e Zarate si è poi riusciti a trovare il gol. Due punte dunque; una sarà Floccari, l'altra molto probabilmente Maurito, che ha ritrovato il gol proprio a Verona. L'emozione di essere decisivo non lo fa stare nella pelle: non sente le pressioni dei media, l'ha detto lui, gli bastano quelle che accumula con i suoi pensieri. Ora si e scrollato di dosso un macigno importante, e lui per primo si augura di essere di nuovo quello di prima.