Pratica esaurita in 45 minuti, quattro gol di vantaggio non sono dilapidabili neanche dalla Lazio masochista di quest'anno, rimontata sei volte, 15 punti buttati nel cassonetto, in tre occasioni perdente (contro Napoli, Juve e Genoa) dopo avere segnato per prima. Ma che la bomba di Inzaghi fosse prossima alla deflagrazione lo si capiva da tempo: da quando aveva messo in scacco la Juventus, aveva messo alle corde l'Inter, aveva strapazzato la Roma nel derby, aveva incantato a Firenze. Fragile come una farfalla, Il Parma ha resistito una ventina di minuti prima di schiantarsi al suolo e altrettanti per venire sepolta dalla quaterna laziale.

Troppo superiori la brillantezza, le qualità, le motivazioni dei ragazzi di Inzaghi. Luis Alberto sembrava un marziano sceso all'Olimpico con poteri extratterrestri: due gol, numeri di alta scuola. Si è calato nel nuovo ruolo di mediano unendo alla conosciuta finezza stilistica una forma atletica che gli consente di macinare chilometri inseguendo avversari e catturando palloni. Il primo gol lo ha conquistato calciando centralmente (non benissimo) un rigore solare per mani di Rigoni su cross di Lulic, il secondo con una botta da fuori a fil di palo a conclusione di un'azione spettacolare con una decina di passaggi di prima partendo dal centro del campo. Suo anche il corner studiato: palla indietro, destro a girare di Lulic. Il primo gol appartiene a Marusic, arrembante sulla destra, con un diagonale sporco.

L'arretramento di Luis Alberto di una trentina di metri e l'inserimento ormai stabile di Correa come seconda punta hanno aumentato la qualità della manovra biancoazzurra, fatta di uno o due tocchi compiuti da piedi morbidi, una sorta di ragnatela che migliorano il rendimento offensivo ma anche quello difensivo poiché la Lazio prende ora meno gol che non nel girone di ritorno. Il commento rilasciato la Luis Alberto a fine partita sembra banale ma è la sintesi perfetta del nuovo corso inzaghiano: "Quando la palla è nostra loro non possono attaccare". Ad attaccare, per la verità, il Parma ha provato poco. Il tenutissimo Gervinho ha dovuto aspettare 79 minuti per provare il primo tiro verso Strakosha. Imbrigliato dal velocista Patric, ha provato a cambiare fascia per sfidare il più lento Radu, poi al centro quando è uscito Inglese, ma senza mai trovare lo spunto. Inglese da parte sua, ha trovato in Acerbi un baby sitter severissimo che non gli ha consentito il minimo sgarbo.

Difesa tenera tranne che nel nerboruto Bruno Alves, centrocampo sovrastato dal fraseggio laziale. Biabany non riusciva mai a frenare Luis Alberto, Rigoni era troppo impegnato a seguire lo scalmanato Correa per avere tempo di organizzare il gioco, Iacoponi, Dimarco e Siligardi sentivano solo il vento delle folate sugli esterni di Lulic e Marusic. Sepe il peggiore: goffo sul gol di Marusic e il rigore di Luis. Difficile rientrare in campo con quattro gol sul groppone, forse ancor più difficile serrare il coltello fra i denti quando si galleggia in classifica nella terra di nessuno. Troppo nervosismo nel finale, dal quale è uscito sorridente il solo Sprocati, prestito laziale, omaggiato da Patric con un passaggio corto al proprio portiere sul quale l'ex salernitano è piombato come un falco per il suo primo gol in serie A.
 
Lazio da otto in pagella. Ha preso l'avversario per il bavero strattonandolo per quarantacinque minuti, placandosi poi nel controllo facile della partita. Detto di Luis Alberto, vale sottolineare l’ennesima prova maiuscola di Lucas Leiva strappapalloni che ha reso la vita comoda ai suoi difensori. Fra questi, Patric è stato quello maggiormente partecipe alla fase offensiva confermando uno tato di forma invidiabile. Milinkovic ha prevalso alla lunga su Kucka, ha infilato una palla d'oro per il gol di Marusic, ha bel gestito i palloni elementari, però i suoi lampi di classe restano un ricordo. Le due punte, assente Immobile, non figurano nel nutrito tabellino dei marcatori della vittoria più rotonda del campionato, e questa è una notizia. Correa, però, ha seminato scompiglio e partecipato con profitto alla giostra stile Barcellona, mentre della presenza di Caicedo pochi si sono accorti. Per fortuna non ce n'è stato bisogno. Con un occhio agli altri risultati, Inzaghi può gioire e rientrare subito nella corsa Champions. Roma scaduta, Torino ribaltato, Atalanta in frenata, Inter a portata. Con il tesoretto del recupero con l'Udinese in prospettiva, il recupero degli infortunati e una forma così brillante, si può andare al riposo con il sogno di sbancare San Siro neroazzurro alla ripresa del gioco.

IL TABELLINO

Lazio-Parma 4-1 (primo tempo 4-0)


Marcatori: 22' pt Marusic (L), 25' pt rig., 37' Luis Alberto (L), 44' pt Lulic (L), 33' st Sprocati (P)

Assist: 22' pt Milinkovic (L), 37' Correa (L), 44' Luis Alberto (L)

Lazio (3-5-2): Strakosha; Patric, Acerbi, Radu; Marusic, Milinkovic, Leiva (15' st Cataldi), Luis Alberto, Lulic (31' st Durmisi); Correa, Caicedo (21' st Pedro Neto). All. Inzaghi

Parma (4-3-3): Sepe; Iacoponi, Bruno Alves, Gagliolo; Dimarco, Kucka, Rigoni, Biabiany; Gervinho, Inglese (19' st Ceravolo), Siligardi (12' st Gazzola). All. D'Aversa

Arbitro: Banti di Livorno

Ammoniti: 7' st Inglese (P), 19' st Bruno Alves (P)