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Il copia e incolla di Ferrara dovrebbe consigliare Lotito a rinchiudere i suoi giocatori e il suo allenatore non in una palestra o un campo in erba ma nella sala di uno psicoanalista, ma bravo, molto bravo perché il caso non è semplice. Non è semplice capire come a distanza di quattro giorni si possano giocare e perdere due partite allo stesso modo singolare: dominando il primo tempo e scambiando il secondo per una partitella di parrocchia, andando in vantaggio e farsi scavalcare da avversari di categoria assai più bassa senza quasi opporre resistenza.

Andò così con la Spal, è andata così anche in Transilvania, e i vampiri stavolta non c'entrano: in campo c'era sì la capolista e vincitrice degli ultimi due campionati, ma di un calcio che generosamente catalogo di serie B. Per dire: la Romania occupa il 28° posto nel ranking Uefa (dove l'Italia è al 16°), i tifosi vivono nel ricordo di Hagi ricordato a malapena dai giovani, la stella del Cluji è un francese di 26 anni, Abdel Omrani, che ha avuto un discreto passato ma niente più nel Marsiglia, il suo allenatore una gloria nazionale, Dan Petrescu, conosciuto anche in Italia per avere giocato a Foggia e Genova nei primi anni '90 e che viene dalla Cina. Sì, è bastato un qualsiasi Omrani (che però sta attraversando una fase brillante: tre gol nei preliminari di Champions e 6 nell’attuale campionato) per mettere al tappeto una Lazio che sarà bene - almeno per il momento - sotterri i sogni di gloria.

Clichè ripetuto. Primo tempo da padrona, con un gol segnato da Bastos (di ginocchio) su angolo di Berisha e cross perfetto di Jony e altri tre falliti da Milinkovic (entrambi di testa) e da Lazzari (scatto prepotente su lancio di Milinkovic e tiro alto davanti a Arlauskis). In mezzo, la trattenuta di Leiva su Djokovic punita con il rigore (ma lo strattonamento era reciproco) dell'1-1. Strakosha disoccupato, gioco fluido sulle fasce con il debuttante Jony in vetrina per i suoi calibratissimi traversoni. Leiva buon direttore d'orchestra, Lazzari imprendibile per Camora, Bastos che trovava il tempo anche di qualche raid avventuroso. Bastava questo per impaurire i ragazzi di Petrescu schierati in realtà con un impaurito 5-3-2. Bastava anche se davanti Caicedo e Correa non trovavano spazio né spunti, chiusi bene dalla densa difesa stretta attorno al gigante Boli.

Ma si sa, l'intervallo è indigesto a Inzaghi e la sua truppa, tornati in campo sbadigliando. Molli, nervosi (Milinkovic, per la prima volta capitano, su tutti), senza idee. Omrani, entrato al posto di Traorè, ha seminato terrore e già dopo sei minuti ha fallito un gol facile facile. Pochi minuti dopo il Var avrebbe probabilmente punito un mani di Bastos in area, ma nell'Europa League il Var non è ancora approdato. Poi Omrani ha lisciato dal dischetto, ma il terzo tentativo gli è andato bene, anche con un po' di fortuna perché il primo tiro è finito sulla traversa ma il successivo colpo di testa ha baciato il palo finendo lentamente in rete. Un po' comica, nell'occasione, la difesa laziale, con Strakosha per farfalle, Acerbi in un goffo tentativo di respingere sulla linea, Vavro salito chissà perché sulla trequarti.

Da 1-0 a 1-2. Come a Ferrara
. Mancavano una ventina di minuti alla fine, il tempo c'era per evitare la quinta sconfitta consecutiva nelle ultime cinque partite europee, mancavano però l'ordine, la precisione e - apparentemente - anche la voglia di non uscire ancora una volta arrossendo. Con le due punte in giornata infelice sarebbe stato il caso di mandare in campo Immobile. Però Immobile è stato lasciato a casa, assieme a Luis Alberto. Scelta tecnica. Inzaghi ha giocato la carta Adekanie. Vent'anni, al primo approccio col calcio che conta.

Il caotico forcing biancoazzurro ha prodotto una sola ghiotta occasione capitata al 90' sui piedi di Cataldi, subentrato a Berisha, e sventata dal portiere lituano proprio sulla linea. Amen. La Lazio raccoglie il modesto bottino di un ottimo Jony, sinistro fatato per dei meravigliosi cross a banana. Stop. Girone facile, si diceva alla vigilia: ma per questa squadra indecifrabile, ammirata più di ogni altra nel precampionato e nelle prime due giornate, sbeffeggiata da Spal e Cluji (mica ho detto Barcellona e Bayern Monaco) niente più è facile. Neanche la partita di domenica sera all'Olimpico contro il Parma che diventa - a questo punto - già una svolta.


IL TABELLINO


CLUJ (5-3-2): Arlauskis; Peteleu, Burca, Boli, Cestor, Camora; Bordenianu, Djokovic, Paun-Alexandru (83' Culio); L.Traore (46' Omrani), Deac (92' Golofca). A disposizione: Aurelio, Fernandez, Pascanu, Susic. Allenatore: Petrescu.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Vavro, Acerbi, Bastos (80' Adekanye); Lazzari, Milinkovic-Savic, Leiva, Berisha (67' Cataldi), Jony (80' Lulic); Correa, Caicedo. A disposizione: Luiz Felipe, Parolo, Patric, Proto. Allenatore: Inzaghi.

ARBITRO: Stefanski (Polonia).

MARCATORI: 25' Bastos (L), 41' su rig. Deac (C), 75' Omrani (C)

NOTE: Ammoniti Arlauskis, Cestor (C); Leiva, Cataldi (L). Recupero: 1'pt - 4'st. Calci d'angolo 2-3.