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L'imminenza della partita contro l'Udinese, che diventa a questo punto uno snodo importante della stagione per preservare il secondo posto dai tentativi di sorpasso di Inter e Atalanta, non ha cancellato ancora le tensioni in casa Lazio dopo l'incredibile ko interno contro il Sassuolo che ha archiviato definitivamente le speranze scudetto. Il nervosismo accumulato a tutti i livelli per un rendimento inaspettatamente sottotono dopo la ripresa ha mandato su tutte le furie il patron Claudio Lotito, che ha fatto letteralmente tremare i muri dello spogliatoio dell'Olimpico subito dopo il ko di sabato scorso.

IL SOSPETTO DI LOTITO - Il presidente biancoceleste vuole vederci chiaro e medita misure drastiche nel caso in cui i ragazzi di Simone Inzaghi non dessero segnali di reazione, come il ritiro a Formello per ritrovare la condizione psico-fisica migliore in vista del finale di campionato. Il sospetto di Lotito è che, al di là di un evidente problema di condizione atletica denunciato dallo stesso allenatore e da quei calciatori - Acerbi in testa - che sono arrivati quasi allo scontro col medico social Pulcini, qualcuno dei suoi abbia mollato mentalmente il colpo dopo il lockdown. Un fatto considerato inaccettabile soprattutto per chi, come Lotito, si è speso in prima persona per la ripartenza del campionato (anche e soprattutto per ragioni economiche) e si ritrova a capo di una delle formazioni più in difficoltà dell'intera Serie A. Un danno di immagine che il presidente del club capitolino non può proprio digerire.
CASO LEIVA - La testa è annebbiata ed è condizionata dagli ultimi risultati negativi (4 sconfitte nelle ultime 6), ma ciò che balza all'occhio principalmente è che le gambe non girano e qualche infortunio di troppo ha finito per consegnare nelle ultime settimane una rosa ridotta all'osso a Inzaghi. Ecco perché, oltre al preparatore Ripert e al nutrizionista Fabbri (altro motivo di scontro tra i giocatori e parte dello staff  e tra i componenti stessi dello staff medico e dei preparatori), sul banco degli imputati è finito il dottor Ivo Pulcini. La gestione dei recuperi di alcuni atleti non convince e a questa si è aggiunto nelle ultime ore il caso di Lucas Leiva che, dopo un controllo medico svolto ieri in Paideia per il persistere dei guai al ginocchio che lo avevano costretto a un intervento di pulizia lo scorso febbraio, potrebbe tornare presto sotto i ferri. Rivolgendosi però a uno specialista straniero, un segnale inequivocabile della scarsa fiducia nei confronti del reparto medico della Lazio. Inzaghi lo aveva ritrovato per la partita contro il Milan dello scorso 4 luglio, salvo riperdere immediatamente dopo uno dei perni della squadra capace di lanciare la sfida scudetto alla Juve prima di piombare in un vortice negativo che non conosce fine. E che potrebbe non risparmiare nessuno.