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Claudio Lotito, presidente della Lazio, ospite del forum organizzato dal Corriere dello Sport, parla della sfida contro l'Inter del 20 maggio 2018: "Le responsabilità di quella partita con l'Inter sono di tutti ma in primis le mie perché l'ho consentito (di schierare de Vrij, ndr.). Sarei dovuto intervenire. Comincio ad avere un'età che mi porta a fare delle riflessioni. Io non l'avrei fatto giocare, abbiamo perso la partita per De Vrij. Lo staff mi ha detto che lui era un grande professionista, io da parte mia avevo detto che non avrebbe dovuto giocare, ma non ho obbligato nessuno". 

SULLA SUA PRESIDENZA - "Ho risanato la società con il tetto stipendi. Le fondamenta della Lazio dovevano essere fondate sul cemento armato. Risultati che dimostrano che quella visione era giusta. Civilisticamente sono il proprietario della Lazio, ma coltivo anche la stessa passione dei tifosi, quindi ho l'obbligo di preservare i valori e la storia di questa società. Ai calciatori dico sempre che oltre ad essere campioni sul campo, bisogna esserlo anche nella vita. Ricordate Klose con il Napoli che si fece annullare un gol per aver toccato il pallone con la mano? Non so quanti altri calciatori lo avrebbero fatto".
SULLA SQUADRA - "Un presidente come me prova a creare un ambiente che renda i calciatori orgogliosi e legati alla maglia. I lavori a Formello lo dimostrano, abbiamo uno dei migliori centri sportivi nel mondo. Questo è l'elemento materiale, poi c'è quello psicologico. Ci sono i cani da salotto, da passeggio e da combattimento. Io sono addestrato al combattimento e se sei determinato ottieni i risultati. Quando hai la necessità di dimostrare, vai a 300 km/h. Più importante la macchina o il guidatore? Entrambi lo sono. Bisogna essere coscienti delle proprie potenzialità, ma anche umile. Alla squadra manca un po' il carattere del presidente per fare il salto. Quando scendi in campo devi dare il 300%. Io sono un po' arrabbiato, sono convinto che la squadra deve dare di più. Se uno riceve deve anche dare. Con l'individualismo il risultato non si raggiunge mai. Ci sono persone che giocano da sole e questa cosa crea disordine. Correa non doveva battere il rigore a Bologna? Questo lo dite voi. La Lazio non sale di livello perché non tutti lavorano come collettivo​Se ho dato un Ferrari a Inzaghi? Non lo posso dire io, parlano i fatti. Io penso che la Lazio possa competere alla pari con tutte. Il fatto di aver vincere la Supercoppa contro la Juve e l'Inter lo dimostra. Se la Lazio avesse avuto il carattere dell'Inter del Triplete, guarderebbe tutti dall'alto verso il basso. Io il mio lavoro l'ho fatto, poi sul campo non ci vado io. Se ci andassi io otterremo altri risultati. Per essere protagonista devi avere carattere. I caratteri vanno forgiati. Non bisogna mai adagiarsi".