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    Lazio: Luis Alberto resta, Milinkovic no. Ma Lotito non si rassegna per il Sergente

    Lazio: Luis Alberto resta, Milinkovic no. Ma Lotito non si rassegna per il Sergente

    • Tommaso Fefè
    Il centrocampo della Lazio si avvia a una rivoluzione in estate. L'arrivo di rinforzi per il reparto mediano è cosa certa: quanti e quali però dipenderà dal futuro di Luis Alberto e, soprattutto, Milinkovic. Sullo spagnolo Lotito è stato chiaro: "Luis Alberto rimane". Sul Sergente invece il patron non vuole abbandonare fino all'ultimo le residue speranze di convincerlo a restare. Difficile, praticamente impossibile considerando anche il muro di Kezman sulla questione rinnovo, ma mai dire mai.

    IL MAGO COME PUNTO FERMO - I sogni di ritorno a casa di Luis Alberto intanto sono stati messi da parte. Siviglia o Cadice al momento possono aspettare. Il feeling trovato con Sarri lo ha reso un punto fermo della rosa e il Mago si è convinto della bontà del progetto tecnico, ritrovando il sorriso. Si sono aperti anche spiragli per il rinnovo (il contratto attuale scade nel 2025), ma prima di parlarne il numero 10 biancoceleste vuole vederci chiaro su come il club intende muoversi per rinforzare la squadra in vista della Champions League. In pratica, per continuare a lavorare al meglio a Formello vuole compagni di reparto di livello.

    FUTURO SENZA SERGEJ - Al fianco dell'andaluso difficilmente ci sarà ancora Milinkovic l'anno prossimo. Le tempistiche per l'addio di Segej non si preannunciano brevi, ma il passo d'addio sembra ormai fatto, nonstante la caparbietà di Lotito nel voler insistere ancora a cercare un accordo. L'agente del calciatore però continua a ignorare le chiamate e spera anzi che il patron biancoceleste, messo alle strette, con un contratto in scadenza tra un anno, si convinca ad abbassare ulteriormente il prezzo (ancora fissato a 40 milioni). Sarri peraltro ha già messo in guardia tutti sulle difficoltà che si potrebbero creare nel lavorare con il calciatore in una simile situazione contrattuale. La cosa certa è che il presidente dei capitolini non accetterà contropartite per il serbo, ma vuole solo denaro liquido, fresco, da poter reinvestire subito. Le pretendenti sono perciò avvisate: ancora una volta il mantra per bussare a casa Lazio è "pagare moneta, vedere cammello".

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