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Terminata la quarta ed ultima amichevole della Lazio in questo ritiro di Auronzo di Cadore. I biancocelesti hanno chiuso la rassegna estiva sotto le tre cime di Lavaredo con un pareggio contro il Padova. 1-1 il risultato finale allo Zandegiacomo per una Lazio parsa decisamente sottotono e "lenta", a detta di Sarri, rispetto alle ultime uscite.

LE SCELTE DI SARRI - Confermatissime le scelte del Comandante dopo le prove tattiche di stamattina. Tra i pali è tornato Reina. Davanti al portiere spagnolo difesa a quattro con Lazzari, Luiz Felipe, Patric e Hysaj. Sulla linea mediana largo a Milinkovic (capitano), Leiva e Luis Alberto e infine tridente con i soliti Felipe Anderson e Raul Moro sulle fasce e il rientro di Caicedo come terminale offensivo. Nel secondo tempo sostituiti tutti tranne Reina. Ecco chi si è distinto maggiormente tra i biancocelesti, sia nel bene, che nel male.

TOP
LUIS ALBERTO –
Finisce nei top perché è l’ultimo ad arrendersi, segna il rigore del pari siglando il settimo gol di questo ritiro ad Auronzo di Cadore (nessuno come lui). A salvarlo dal flop è l’arbitro Duzel però. Al 30’ il Mago dopo il terzo fallo ravvicinato subito sbotta e spinge via Hraiech. In una gara ufficiale sarebbe finito sotto la doccia. Cerca comunque di accendere la luce tra i suoi.

ROMERO – Il suo ingresso in campo nel secondo tempo conferma quanto di buono fatto vedere in questo ritiro. Non ha paura dell’avversario, né tantomeno di rischiare la giocata. La sensazione è che la Lazio abbia tra le mani un talento purissimo.
LAZZARI – Non fa una gara da top, ma ci finisce anche per la prova sottotono dei compagni. Viene premiato con la titolarità e la sua prova è comunque sufficiente. I principali pericoli della prima frazione arrivano dalla sua fascia, anche se il rigore se lo procura Hysaj sull'out  sinistro. Va limato ancora qualcosa in fase difensiva.

FLOP
RAUL MORO –
Passo indietro per il classe 2002 spagnolo. Non regge quasi mai l’urto dell’avversario, crea poco ed è compassato come del resto tutta la Lazio. A 19 anni gli si può dare tempo, ma Sarri si aspetta decisamente di più da lui.

ESCALANTE – Ingresso in campo disastroso per il numero 5 argentino. Perde tre palloni sanguinosi in fase di impostazione (non il suo forte) e nella maggior parte dei casi arriva in ritardo nel pressing.

MILINKOVIC – Il Sergente è stato uno dei migliori in questo ritiro, ma quest’oggi si è preso un pomeriggio di vacanza. 45 minuti in cui non si vede mai, veramente una rarità. Rimane senza dubbio il giocatore più completo a disposizione di Sarri, ma evidentemente anche lui è umano e accusa la stanchezza.