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È già, l’oppio biancoceleste. La Lazio si riscopre “Klose dipendente”. Mister 10 gol in 150’ rimane ai box per un torcicollo, i biancocelesti a secco in un disastroso primo tempo contro lo Slavia Praga. Reja cambia addirittura tre moduli — 4-2-3-1, 4-3-1-2 e infine 4-3-3 — pur di trovare ritmo e idee. Nulla da fare: Hernanes è un fantasma, Zarate fatiscente, Sculli spesso fuori ruolo. Cissé si muove tanto, ma sente subito la nostalgia di Miro: «Djibril parte da destra, crea gli spazi in progressione — spiega Reja — e con Klose già s’intende alla grande. È la soluzione ideale, con gli inserimenti di Mauri ed Hernanes, per avere costantemente 5 uomini in attacco e 5 dietro». Disastrosa la retroguardia nell’1-0 dello Slavia Praga, fa peggio Biava regalando la palla a Milutinovic per il 2-0.

Reja giustifica la prestazione dei “titolari”: «Dopo 16 giorni di lavoro c’è tanta stanchezza. Ora cercheremo di trovare almeno l’80% della condizione entro il 18 agosto (andata di Europa League, ndr)». L’ultima sfida delle Dolomiti (finita 3 a 3) segna tuttavia la rivincita delle riserve: Del Nero show, con tanto di rigore guadagnato e trasformato, e doppietta per Floccari. Sergio segna e non esulta. Si rivolge solo con lo sguardo a Lotito in panchina.

Il presidente ne sta trattando la comproprietà con la Fiorentina a Cortina: deve abbassare la richiesta di 4,5 milioni. Reja incrocia le dita: «I ragazzi visti nel secondo tempo mi hanno dato tanto, ma molti devono trovare spazio altrove». Altrimenti dall’1 agosto si alleneranno a parte. Intanto la squadra è tornata ieri sera a Roma, si ritroverà martedì a Fiuggi. Domani visite mediche per Radu, Lulic e Konko