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  • Bunker Catania:| La Lazio non sfonda

    Bunker Catania:| La Lazio non sfonda

    • M.A.

    Altro che linea Maginot, siamo vicini al catenaccio visto cinquant'anni fa. Giampaolo gode, incassa un punto importante per il suo Catania ma sacrifica lo spettacolo presentando una squadra votata solo alla difesa. E perdipiù, grazie a un arbitro accondiscendente, il modesto Gava di Conegliano, rispolvera un repertorio antico, fatto di fallacci, perdite di tempo, vergognose sceneggiate con giocatori che sembrano morti in campo e poi resuscitano in pochi secondi. Quindi, complimenti a Giampaolo ma i venticinquemila tifosi presenti all'Olimpico non ringraziano per il brutto spettacolo offerto. Per carità, la banda di Reja doveva fare di più, ma il fine giustifica i mezzi e dunque il Catania torna a casa felice e contento.

    Tant'è, la Lazio va avanti adagio, cinque punti nelle ultime cinque gare senza dare più quella sensazione di brillantezza di un mese fa. Gioca un buon primo tempo, va sotto per un gol contestato di Silvestre su angolo, pareggia nel recupero con Hernanes, poi prova a perforare il bunker siciliano per tutto il secondo tempo ma non c'è niente da fare. L'attacco è spuntato, l'arbitro Gava agevola il compito dei centraloni di Giampaolo, consente continue perdite di tempo e allora esce un altro pari per Reja. E sono due le occasioni sciupate dopo la gara non vinta a Parma, ecco quella contro il Catania. E all'orizzonte c'è il doppio impegno con Inter e Juventus che ha il sapore di un esame fondamentale per il futuro.
     
    (Il Tempo)

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