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Trentasei giorni a digiuno in campionato e tante motivazioni per tornare a vincere. Sono molteplici gli stimoli che avrà la Lazio nell'insolita trasferta di lunedì sera al 'Franchi' di Siena. Intanto c'è una tradizione che richiede gli scongiuri immediati dei tifosi biancocelesti: otto precedenti e una sola vittoria, sette anni fa con Delio Rossi in panchina. Poi c'è da allontanare la crisetta del girone di ritorno con due punti conquistati nelle ultime quattro partite peraltro contro avversari di bassa classifica. Eccolo un altro motivo per invertire la rotta, battere una 'piccola' e non sprecare punti preziosi come accaduto in passato. Inoltre bisogna dimostrare che il 4-4-2, per la prima volta presentato in campionato, è un modulo a cui la Lazio si può aggrappare in caso di assenza prolungata di Klose.

Già, quando non c'è il tedesco non si è mai vinto, ecco un altro motivo per passare a Siena e proiettarsi alla sfida di ritorno di giovedì contro il Borussia. E che dire della statistica inquietante che certifica l'assenza di successi dopo ogni trasferta di Europa League. E dopo aver visto sabato sera la stanchezza della Juventus che aveva giocato martedì, c'è poco da essere tranquilli con la Lazio che scenderà in campo dopo la faticaccia in terra tedesca. Senza dimenticare i problemi della squadra di Petkovic in trasferta che in questa stagione non ha brillato spesso costruendo le sue fortune attuali grazie al fortino Olimpico. Se poi si vuole, c'è la possibilità di aggiungere l'arcinota antipatia tra i presidenti Mezzaroma e Lotito, parenti solo sulla carta. Tante motivazioni, un solo risultato, stasera la verità ma la Lazio non può sbagliare.

(Il Tempo)