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Il Consiglio di Gestione della Lazio ha approvato il bilancio semestrale consolidato al 31 dicembre 2020. Il club capitolino ha chiuso l’esercizio con una passività quasi nulla, ovvero 0,12 milioni di euro (120mila euro) attestandosi con un patrimonio netto di 26,84 milioni di euro. Come si legge nel documento ufficiale pubblicato dalla Lazio stessa poi, il giro di affari consolidato “si attesta a Euro 106,66 milioni” con un +36,56 milioni di euro rispetto all’anno precedente, tutto ciò soprattutto grazie all'approdo in Champions League.

QUASI 30,5 MILIONI SPESI TRA ACQUISTI… - Andando a spulciare i costi degli ultimi sei mesi riportati a bilancio, viene confermato che l’acquisto più oneroso è stato quello di Vedat Muriqi. Per l’attaccante kosovaro la Lazio ha versato 18.352.192 milioni di euro nelle casse del Fenerbahce spendendone altri 1.477.671 milioni di intermediazione. Il secondo acquisto più costoso è stato quello di Mohamed Fares. Per il franco-algerino il club capitolino ha devoluto 7.432.665 milioni di euro alla Spal e 500mila di intermediazione. Infine, per Akpa Akpro sono stati spesi 99.337mila euro.
E BONUS… - Questi i costi della campa acquisti, ai quali però vanno aggiunti i bonus indirizzati ad altre società. Entrando nel dettaglio, il Siviglia (ex squadra di Correa) ha beneficiato di 1,2 milioni di euro sia per la qualificazione in Champions della squadra di Inzaghi, sia per la 32esima presenza conseguita dal Tucu nella scorsa stagione. Grazie alla qualificazione UCL di Acerbi poi, al Sassuolo sono stati riconosciuti 991.728 mila euro.

Anche Vavro ha contribuito alle uscite del club, visto che con la Champions League in tasca della Lazio è scattato un bonus da 500mila euro per il Copenhagen. Infine, al computo totale dei costi, il quale ammonta a 30.465.484 milioni di euro, vanno aggiunti i 21.890mila euro versati nelle casse del Levante per l’acquisto di Shehu e i 70mila spesi per l’indennità di formazione di Adeagbo, entrambi giocatori della Primavera.