8

Non era vero niente, non era vero che la Lazio era migliorata, non era vero nemmeno che aveva cominciato a giocare bene ma soprattutto non era vero che a Trebisonda c'era stata la partita della svolta. Chi in queste settimane ha sostenuto tutte queste cose ha solo contribuito ad alimentare una credenza popolare che, come le leggende delle case di campagna infestate da fantasmi, beh, udite udite, non esiste. Come non esiste la svolta e la reazione della Lazio, un gioco e un'unità ritrovata. La Lazio è in crisi e lo è dal 18 agosto, quindi, da inizio stagione. Le cause di questo momento sono indecifrabili e forse nemmeno un Dr. House del calcio potrebbe capirle perché è da circa 10 mesi che la Lazio gioca male, salvo alcune occasioni come il 26 maggio, perché l'atteggiamento del tecnico nei confronti della stampa, dell'ambiente e dei giocatori è cambiato; ma non può essere solo colpa sua, sarebbe scorretto intellettualmente sostenere che la squadra perde solo per colpa del proprio allenatore. In campo vanno i giocatori e per tutto il resto c'è una società che nonostante gli sforzi in una campagna acquisti non eccezionale risulta assente in un senso e troppo presente in un altro. Le colpe ce le hanno tutte e le critiche più o meno forti sono parte del gioco, ed è giusto che ci siano come ci sono stati i complimenti quando la Lazio giocava il miglior calcio d'Italia e quando ha vinto la Coppa Italia, ma né quel periodo né quel trofeo può esentare da colpe che sono arrivate successivamente. Ora è già tempo di bilanci in casa Lazio, Tare ha detto che sarà un anno di transizione, ma non era la Champions l'obiettivo biancoceleste?