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  • Laziomania: Pulisic antisportivo, Di Bello spiana la strada al Milan

    Laziomania: Pulisic antisportivo, Di Bello spiana la strada al Milan

    • Alessandro De Felice
    Una serata nera. Non per la Lazio, che perde e praticamente abbandona (o quasi) le ultime speranze di qualificazione alla prossima Champions League, ma per l’arbitro Di Bello della sezione di Brindisi. Dopo la direzione di Maresca nel match perso all’Olimpico contro il Bologna, con il mancato secondo giallo a Fabbian nel primo tempo, questa volta è il fischietto pugliese a commettere una serie di errori in sequenza, spianando la strada al Milan verso il successo. A farne le spese è ancora una volta la Lazio di Maurizio Sarri, che trova la reazione attesa dopo la brutta figura di Firenze ma non riesce a portare a casa un risultato positivo, che avrebbe meritato dopo aver disputato oltre 50 minuti d’altissimo livello, costringendo il Milan a una partita difensiva e senza particolari sussulti fino all’intervento decisivo dell’arbitro, che con una serie di errori ribalta la situazione.

    REAZIONE - Dopo la sconfitta di Firenze, condita dalle dichiarazioni senza freni di Maurizio Sarri e Luis Alberto, la Lazio ha resettato ed è ripartita, in campo e fuori, con la cena organizzata dal tecnico per ricompattare lo spogliatoio. La risposta è arrivata sul prato dell’Olimpico, con la formazione capitolina che domina in lungo e in largo il Milan ma sciupa troppe occasioni non trasformandole in gol. Una reazione di pancia come ci si aspettava e un ottimo segnale dopo la prova piatta contro la Fiorentina. Una Lazio capace di combattere anche in inferiorità numerica e sfiorare il gol del vantaggio, nonostante le decisioni scellerate di Di Bello.

    PASTICCIO ARBITRALE - L’episodio che cambia definitivamente il corso della partita arriva al minuto 57. In uno scontro di gioco tra Bennacer e Castellanos, l’argentino viene colpito fortuitamente al volto e cade a terra mentre sanguina dal labbro. L’arbitro Di Bello non lo vede mentre il quarto ufficiale Juan Luca Sacchi sì, senza però segnalarlo inspiegabilmente al collega. L’azione prosegue e il direttore di gara controlla la situazione dell’argentino, oltre a far proseguire il gioco. Pellegrini si accorge e cerca di far scorrere il pallone sul fondo per consentire i soccorsi al compagni, prima che Pulisic intervenga e gli rubi il pallone. Risulta davvero inspiegabile capire il motivo per cui l’arbitro Di Bello non abbia fermato il gioco dopo il colpo al volto, con conseguente sanguinata, ricevuto dall’attaccante della Lazio. Un errore gravissimo che condiziona il prosieguo della partita e andrà a pesare sulla stagione dei biancocelesti. E a chi evidenzia l’ingenuità di Luca Pellegrini, che non butta fuori il pallone, bisogna sottolineare che quell’episodio - al netto del comportamento antisportivo di Pulisic - sarebbe stato a gioco fermo se Di Bello avesse operato secondo il regolamento.

    ANTISPORTIVO - “Pulisic è un giocatore più che corretto, non vedo perché si sarebbe dovuto fermare”. Non ce ne voglia Stefano Pioli, ma le sue dichiarazioni appaiono fuori luogo e superficiali. Avrà pure giocato in Bundesliga e Premier League, ma l’americano non è il primo e nemmeno l’unico tra coloro che oggi militano nel campionato italiano ad aver militato nei migliori campionati d’Europa, ma approfittare di una situazione del genere è da manuale dell’anti sportività. Pellegrini, che commette una gravissima ingenuità, gli indica più volte il compagno a terra e fa capire che non sta giocando ma lasciando scorrere la palla fuori per consentire le cure al compagno. Pulisic, però, si mette in mostra più per furbizia che per bravura…

    FINALE HORROR - L’operato di Di Bello viene completato nel finale, quando estrae per altre due volte il cartellino rosso. E se non sappiamo bene cosa abbia pronunciato Marusic, e dunque lasciamo il beneficio del dubbio così come sull’intervento Maignan-Castellanos in avvio, l’espulsione di Guendouzi è chiaramente un’altra scelta totalmente sbagliata e che va in una determinata direzione. La reazione del francese dopo la trattenuta reiterata di Pulisic era meritatamente passibile di un cartellino giallo, mentre l’arbitro di Brindisi sbaglia ancora clamorosamente ed espelle il calciatore della Lazio. E il VAR? Nessuna reazione…

    SCONFITTA 'FORZATA' - “Mi pare che oggi sia stata una sconfitta forzata”. Dopo l’arbitraggio scellerato di Di Bello è il presidente Lotito a farsi sentire. Il concetto è chiaro: “La squadra ha occasioni per coronare un risultato sportivo diverso da quelle che erano le aspettative di qualcuno”. La Lazio ci prova dall’inizio alla fine. Lotta, corre, sbaglia, ci riprova e salva con Provedel e Gila sugli scudi, fino al gol di Okafor. Anche i cambi danno quel guizzo che serviva, ma l’arbitraggio di Di Bello sposta davvero gli equilibri e cambia la storia di una partita che era fondamentale per la Lazio nella corsa alla Champions League. Un’altra direzione molto discutibile, l’ennesima con i biancocelesti a recriminare.

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