78
Il potere di Lotito batte ancora una volta il colpo. Nell'universo parallelo e distopico, alla 'Dark', se mi consentite, costruito dai suoi avversari - e diventato poi reale, come in un incubo - Claudio Lotito anche contro il Torino ha fatto sentire tutto il suo peso specifico e la sua longa manus. Dopo il rigore contro la Fiorentina, che tra un po' veniva discusso pure all'Onu, stavolta tocca al Torino del suo amato nemico-amico Urbano Cairo. Ancora Lotito, solo Lotito: deve essere proprio per colpa della sua potenza che la Lazio contro il Milan giocherà in attacco senza l'attacco. 

IL POTERE DI LOTITO - Che astuzia, si vede che tiene tutti gli arbitri nel taschino il buon Claudio: dopo essersi fatto assegnare una montagna di rigori - prova incontrovertibile del suo sconfinato Lotito power, il n.1 biancoceleste ha deciso di far fioccare una serie di ammonizioni una dopo l'altra. Prima Immobile, punito da un regolamento bislacco - che Lotito avrà scritto di notte, su ispirazione di qualche santo - viene ammonito, rigore per il Torino dopo pochi minuti di gioco. La feral notizia: Immobile era diffidato, salterà il Milan. Ma il nostro non è mai contento: da gran burattinaio, ha tirato ancora un po' i fili, e ha fatto ammonire pure Caicedo, così il pacchetto è completo. Contro il Milan, in attacco, venghino siori venghino: si accettano candidature, purché disposti a farsi manovrare da Lotito. 
GLI EPISODI - A volte è così sciocco, parlare di episodi: mi diceva una volta un grande allenatore che, a fine stagione, di solito si appara tutto, in un modo o nell'altro, e i valori escono fuori. Forse era un grande ottimista: siamo comunque il paese di Calciopoli, in un modo o nell'altro tutto andava a favore della Juve, in passato, o dell'Inter, o chi lo sa di chi - tra un po' ci diranno che è tutta colpa di Lotito. Ma la realtà resta una: tutto questo immenso potere di Lotito, e in un match decisivo la Lazio schiererà Correa come prima punta, e deve ringraziare che non fosse diffidato sennò, vista la serata - gli seccavano pure quello. Inzaghi si mangia le mani, dopo averci però regalato l'esultanza in tribuna più rabbiosa, forte, un "E ANDIAMO" che è il cuore di questa Lazio, che non si sa fermare, sta scalando questa montagna immensa a mani nude, un gradino dopo l'altro. Senza la simpatia di nessuno.

COSA MANCA E CHI MANCA - La Lazio sta facendo fatica, nonostante l'enorme potere anche taumaturgico di Lotito: le gambe non girano granché - ma meglio - e l'identità di gioco fatta di tocchi veloci e filtranti ha bisogno di lucidità per esprimersi. Ma l'assist no-look di Luis Alberto, il gioco di suola di Milinkovic e il primo gol su azione di Immobile - dopo la sosta - sono la firma dei 3 big che più devono portare avanti questa assurda, pazzesca, incredibile cavalcata Scudetto. Che ovviamente si poggia tutta sul potere immenso di Claudio Lotito. Non sul rendimento, la classe, la potenza dei migliori giocatori della Lazio. Da loro dipende tutto. E da quello che vuole Lotito, ovviamente.