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L'ennesima vittoria che la Lazio si porta a casa con qualcosa che va oltre il discorso tecnico. Che va oltre la partita (che stava pareggiando con qualche giustizia), che va oltre perfino i valori e il gioco di questa squadra. Che va oltre il rinnovo di Inzaghi. Questa Lazio si sta tenendo dentro la corsa per le coppe europee (il quarto posto non è ancora escluso, ma ancora complicato) a furia di forza di volontà. Detto tra noi, penso sia il motivo per cui Inzaghi bisogna farlo rinnovare: ha costruito un gruppo d uomini. E questo lo dobbiamo solo a lui. 

LO SPEZIA E' ITALIANO - E non è una notazione da destra sociale. Prima di tutto bisogna parlare di cosa sta combinando Italiano. Non è il caso se - parlandone un po' in giro - è uno degli allenatori in rampa di lancio. Mi piace da pazzi. In un dopo Inzaghi che non voglio nemmeno considerare, non lo scarterei. Carico, grintoso, mi era piaciuta la sua squadra all'andata e continua a piacermi tantissimo: identità corale, grande capacità di pressing (anche la Lazio giocava così alta, un tempo, che rimpianti), facilità di trovare le punte. Tutto quello che non fa la Lazio, praticamente. O fa con enorme fatica. Voglio dirlo chiaramente: se Inzaghi dovesse decidere di volere una nuova avventura, mister Italiano è uno a cui affiderei panchina, un braccio e metà del mio patrimonio.

LA LAZIO SBAGLIA SCELTE TECNICHE - La Lazio inizia un mese fondamentale giocando con attenzione, con cura, ma  secondo me con un difetto fondamentale: la superiorità tecnica - la vera differenza con lo Spezia - esce poco e male, nonostante la scelta Pereira. Fa correre tanto lo Spezia, ok, temporeggia, ma crea veramente poco. E quel poco lo spreca: due palloni clamorosi per Correa, un Immobile che sbaglia tante scelte, il resto della squadra che fa fatica - tranne forse Milinkovic - a sostenere una superiorità tecnica che ha, ma sembra a tratti dimenticare. Con qualche dubbio su Lulic: non gioca da mesi, sembra fuori dal ritmo partita, forse non era la gara adatta per lui. Fa fatica.

LA SCELTA PEREIRA - Altra scelta di Inzaghi, che pochi ci saremmo aspettati: sceglie Pereira e non Akpa Akpro, al posto di un Luis Alberto esemplare, che stringe i denti, dopo l'infortunio in allenamento, soffre, ma è in panchina. Pereira non fa male: ha qualità e si vede, tira fuori un numero di alta scuola nel primo tempo - da cineteca - ma fondamentalmente sembra essersi un po' contaminato con l'imprecisione nell'ultimo passaggio di tantissimi suoi compagni. Anche in quell'azione incredibile (si gira in mezzo a due con tunnel pazzesco) mette in mezzo a casaccio. A casaccio: un po' la fase caotica negli ultimi 25 metri Lazio. Proprio la Lazio, che sembrava chirurgica in quegli scambi nello stretto, in quei duetti deliziosi. Pereira ha un difetto grosso: in questa Lazio fa fatica a trovare una collocazione: Correa è diventato una specie di seconda punta, e per sostituirlo serve qualcuno semmai che la butti dentro. Pereira come mezzala fa fatica a trovare una posizione, una continuità nell'arco della partita. Peccato, perché continuo a reputarlo un ottimo giocatore.

ESEMPIO LUIS ALBERTO - Luis Alberto, l'ho già scritto, ma è uno di quelli che non dovremmo mai mollare. Mai. Anche quando gioca male. Anche quando scrive scemenze sui social. Fa quello che mi aspetto da uno della Lazio: ha una caviglia che fa paura ma scende in campo, incide, e di fatto cambia la partita. Grazie è una parola troppo breve per lui, per quello che sta dando a questa squadra, e per il tipo di calcio che gioca. Se non ve ne rendete conto, forse non amate questo sport.


CORREA  NON SO GIUDICARLO - Non so giudicare bene ancora una volta la prestazione di Correa: mette la palla decisiva per Lazzari, ma sbaglia due gol francamente troppo ghiotti, troppo importanti. Su di lui probabilmente va fatto un discorso più ampio: dobbiamo convincerci - devo - che non è una seconda punta. Gioca lì, molto vicino ad Immobile, ma deve mettere assist e saltare l'uomo. Questa è l'origine della nostra incomprensione: ci aspettiamo che da quella posizione vengano gol. Ma lui non ha questa caratteristica. Conferma quello che dicevamo di lui: sotto porta dovrebbe farsi un grosso esame di coscienza. Forse dovrebbe lavorare sulla cattiveria: la Lazio, in questo mese, non può permettersi questi errori. Soprattutto contro una squadra così dura da affrontare come questo Spezia. 

INZAGHI SI COPRE TROPPO? - Francamente, a proposito di errori, in un momento molto delicato per il rinnovo di Inzaghi (che sembra entrato in una zona decisiva), il mister inanella un cambio che qualcuno dice troppo conservativo. L'ingresso di Akpa Akpro non riesce ad evitare alla Lazio di abbassarsi, ma è del tutto logico anche se non lo premia: in quel momento della gara serviva intensità.  la Lazio prende un gol clamoroso, pazzesco di Verde, uno di quelli che finisce in tutte le clip. Dopo aver giocato un ottimo secondo tempo (con lo Spezia che cala), il pareggio di Verde è una meraviglia cosmica, ed è particolarmente difficile accusare qualcuno di quella rete. Nonostante la rete super, nonostante tutto la Lazio riesce a tirarsi su, riesce a sostenere lo sforzo ulteriore di riprovarci, di avanzare, di trascinarsi a volte vicino alla porta avversaria. Viene premiata dal karma: il fallo di mano c'è, detto tra noi è una regola punitiva ma a norma di regolamento poco da dire, specialmente se la vai a rivedere al VAR. Al dischetto va il nostro solito. Nella sua zona di tempo. In quello spazio temporale in cui lui, per qualche oscuro motivo, trova qualcosa che gli altri cercano per 90'. Nel suo momento sul dischetto va Felipe Caicedo. E lo sappiamo già tutti, come finirà, quando tocca a lui, quando tutto si poggia sulle sue spalle. Per l'ennesima volta, lo sappiamo tutti. E forse qualcuno voleva accantonarlo troppo presto. 
 

p.s. Chi tifa Lazio, sa che critichiamo sempre la squadra perché è molle nei confronti degli avversari. Stavolta reazione spropositata, finiamo in 9, tra reazioni e risse. Ma chi ama questa squadra, sa che anche perché amo così tanto Danilo Cataldi. Buona Pasqua