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Tre punti brutti ma buoni. La risposta di Maurizio Sarri è la risposta di una squadra che si applica. Lo aveva detto il mister: questo gruppo è quello che si è messo più a disposizione. Mentre elaboriamo mentalmente e fisicamente complicate strategie per aprire queste porte della Bellezza, che sono evidentemente chiuse  a doppia mandata, Sarri fa una roba che comunque può far piacere: vince. Si porta a casa 3 punti e la tanto agognata clean sheet, la prima, e pensate un po', udite udite, lo fa dopo aver portato a spasso tutta la stampa romana con la querelle Luis Alberto, mettendo proprio lo spagnolo dello squilibrio, delle polemiche, dei cuori molesti per panchine indigeste. Mi ami tu, Luis Alberto? Magari no, intanto gioca titolare, tira fuori una gara di applicazione, corsa, attenzione. Niente lampi, solo l'ordinaria amministrazione di un talento. Quello che Sarri sta facendo gli farà bene, oppure andrà via. Ma intanto ha giocato, nonostante le formazioni della vigilia. 

LA RISPOSTA DI SARRI - La Fiorentina, va detto, non mi ha colpito molto: Italiano - non ne ho mai fatto mistero - insieme a Juric è l'allenatore che ad oggi mi piace di più, mi intriga, mi colpisce. Stavolta un po' opaco. I suoi ogni 3 giorni non ce la fanno (ma dai, manco noi, piacere di conoscerci nella stanchezza reciproca) e la gara che ne esce è spompa, un po' stanca, un po' una vecchia balera svuotata in una serata infrasettimanale e invernale. Gli interpreti in pista ballicchiano ad un ritmo incostante, spesso basso, con fiammate. Nel primo tempo meglio la Lazio, con qualche bello spunto, e le mosse di Sarri si mostrano per quello che sono: nella fattispecie ragionevoli, razionali, frutto dell'osservazione. Il mister si dimostra pratico:  leva il suo santino Hysaj  spostando Marusic e Lazzari fa bene, benissimo, il migliore nella prima frazione, mette dentro Cataldi e il romano dà ulteriori conferme, sempre nel vivo nel gioco, a testa alta, sempre aggressivo e molto attento, stravince il duello contro un inebetito Torreira (qualcuno lo voleva, spero volesse quello giusto, non questo gemello rintronato). Ovviamente la risolve il vero pupillo del mister, quel Pedro che ok Sarri lo ricordate disse quella famosa frase Pedro e Reina il resto fai te la formazione, non era proprio così, ma è andata così. Metà di quel gol è di Pepe Reina, che mettiamo in dubbio sempre con grande velocità ma poi tira fuori sta roba qui, l'altra metà la fa Milinkovic Savic in una partita complessa, dura, di combattimento e trincea, che mette un no look filtrante da baciarlo con passione, e Pedro lo fa, lo fa con la giusta dose di amore quello scodellarlo in porta quel pallone decisivo che vale 3 punti. Dovrei mettere un po' di virgole nella frase precedente, non lo faccio perché è una frase no look. 
GRANDE SQUADRA? GRANDE APPLICAZIONE - In una settimana complicata, con un ritiro che Tare ha specificato essere non punitivo, forse psicocognitivo, una doccia emozionale, chiamatelo come vi pare ma comunque è servito a ritrovare compattezza. Certo, per la bellezza c'è tempo, ma nel frattempo il Sarrismo avrà due giorni di riposo dalle polemiche che la stampa - che occhio, non prende bene quando si risponde sempre a tono, e il nostro lo fa - e qualche tifoso orchestrano per riempire le pagine di cui sopra. La Lazio non brilla ma si applica, smettiamola per favore con questo falso mito decostruttivo del Napoli e delle meravigliose gesta di Callejon - che non aveva Radu davanti, stavolta - e compagni: non si ripeterà perché nel calcio nulla si ripete, tutto si ricostruisce da capo. Si gioca ogni 3 giorni, la botta domenica è stato forte, ci sta una vittoria non bella contro una Fiorentina non facile. Il dilemma costruito da Sarri per scardinare le teste dei suoi - siamo o no una grande squadra - non lo risolve questo match brutto ma buono. La grande squadra ancora non si è vista, ma si è vista una grande applicazione. Ora si passa da Italiano, uno dei miei preferiti, a Gasperini che sta ancora borbottando per Bastos e compagnia cantante. Si riparte da questa diligenza zelante, da questa serietà, da questa adesione concreta, dalla squadra sul carro di Sarri. Fate ancora in tempo, voi che scendete e salite, scendete e salite, a prendere una decisione seria, come ha fatto questa squadra. Prima di Gasperini, che avrà il grande merito, al di là del risultato, di compattarci tutti. In una settimana complicata, questa vittoria non è la chiave delle porte della Bellezza, ancora chiuse, ma è una finestra aperta: almeno cambiamo un po' aria, con tre punti brutti, ma buoni.