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Questo Milan-Lazio lo possiamo serenamente archiviare come la sconfitta perfetta. Un grosso insegnamento. Il Milan ha mangiato la Lazio dal punto di vista fisico, ha vinto tutti i duelli, ha annichilito i migliori dei nostri. Milinkovic Savic ho capito che era in campo al 60', Luis Alberto finisce negli highlights solo perché protesta. Man of the match dei rosiconi, questo è certo.Troppo poco, troppo Milan. E Pioli, diciamolo subito, è un allenatore preparato, quadrato, di carattere. A Roma lo conosciamo bene, ma sempre meglio dircelo: questo è un grande allenatore. E ha messo nel sacco Sarri un po' ovunque. E che ci sia, e gli sia, da lezione. Il Milan fa 3 tiri in porta, 2 gol, ma non fa mai vedere la palla alla Lazio, che è ancora in costruzione. Il Milan ha tolto l'aria di questa Lazio: il pallone, gli spazi, i tempi giusti. Ci sono superiori, per ora, questo è un fatto: la Lazio ha provato a giocare alla Sarri, ma aggredita ha avuto l'istinto di sopravvivenza di Inzaghi. 

LA LAZIO DI INZAGHI - Fateci caso: tutti i dettami di Sarri sono spariti.
 Quando i ragazzi sono andati in difficoltà, si sono sentiti aggrediti, hanno reagito alla Inzaghi. Si sono rintanati, si sono difesi bassi, hanno chiuso tutto. Dei principi di gioco di Sarri non c'era nulla, solo l'istinto di sopravvivenza dei ragazzi di Inzaghi: anni di Inzaghismo attento (che contro squadre superiori in qualcosa in realtà era coperto, tappato, attendista e contropiedista) sono riemersi. Pioli ha annichilito Sarri, ma in realtà era Inzaghi.

INTENSI (GLI ALTRI) - Partiamo da qui, perché la vera partita il Milan la vince grazie ad un'intensità pazzesca. Per inciso, sempre la stessa intensità, quella di questo Milan, non è una sorpresa. Due gol in cui la Lazio si mette male, si fa infilare peggio, con un Acerbi a livelli bassi, e Luiz Felipe è questo, che dobbiamo fare. Il Milan non ha rischiato nulla, mai. E questo, a fronte che siamo - per me - una delle migliori della Serie A, è un grande merito del Milan. E un passo di lato per il Sarrismo: la Lazio non ha mai toccato palla, praticamente. Una prestazione di statura elevata degli avversari, e di qua poco o nulla. Poco carattere, di fronte ad un arbitro un po' casalingo solo uno sterile nervosismo, sempre in ritardo, sempre senza il pallone tra i piedi. E senza il pallone la Lazio diventa una squadra normale, che perde male il primo big match dell'anno. 
PIOLI INSACCA SARRI - A questo livello molto alto la Lazio ha messo in campo troppo poco: poca qualità, pochi singoli, pochi duelli vinti. Kessié come sempre ha annichilito Milinkovic Savic, Luis Alberto ha fatto una di quelle partite che non dovrebbe terminare in campo (ma la Lazio non ha un vero sostituto, si sa, do per scontato che Basic lo sia del serbo). Ma la Lazio la perde sul piano fisico, e su quello tattico: come dice Parolo a Pioli nel post, la mossa di mettere Florenzi molto accentrato su Leiva (in difficoltà, molto solo). Pioli è diventato pragmatico, attento, preciso, non ha sbagliato quasi nulla e può chiedere ai suoi quasi tutto. Sarri prende e porta a casa la sconfitta perfetta, che deve esserci da insegnamento.

ZERO DRAMMI - Zero drammi, testa bassa, imparare e immagazzinare. Sconfitta fisiologica, normale in un processo di crescita e costruzione.Nelle partite importanti i big devono uscire, siamo all'inizio, e ci sta. Ma si deve imparare da queste partite, nella costruzione di una mentalità. Il Milan è molto più avanti di noi, dobbiamo starci, imparare. Lasciatemi dire solo una cosina: l'arbitraggio non è stato granché, e non è stato bello il gesto finale di Ibra, ancora meno quello di Saelemaekers​. Ho apprezzato la rabbia di Sarri: lo svedese ha stretto il collo di Leiva in un momento in cui non serviva, l'esterno ha fatto un gesto di irrisione che si poteva risparmiare, la partita era finita, era andata. Ma voglio dirlo: non è l'allenatore che deve arrabbiarsi. Io voglio vedere la squadra che difende il suo, che si accanisce, che urla, anche che viene alle mani. I nostri vanno difesi con la bava alla bocca. E ripeto: ok Sarri, ma non è il suo compito. Bakayoko era da rosso? Perché non erano tutti a circondare l'arbitro, a parlare, a chiedere il giusto? Tirassero fuori almeno altro, se il pallone non lo vedono e si beccano una lezione di calcio. Zero drammi, gli interventi da fare sono abbastanza chiari, la sconfitta ci sta, veniamo da una mentalità molto diversa. E lasciatemi dire: quando a fine partita Sarri parla, mi riconcilia col mondo, col calcio. Seguiamolo, la sconfitta è giusta ma la strada è quella che dice Sarri. Giocare alti, avere coraggio, pallone, anima, e qualcos'altro: la strada di Sarri è quella giusta.