Questa è la Coppa di Simone Inzaghi. E non è detto che sia il suo struggente, dolcissimo, regalo d'addio.  Tare lo ha confermato, Inzaghi ha nicchiato. Ma è un atto d'amore, questo è certo: la Lazio ha meritato di vincere, contro tutto e tutti. Ha sofferto lo spumeggiante gioco dei ragazzi di Gasperini, l'ha strozzato, si è sollevata piano piano. Questa coppa è dedicata a tutti quelli che tifavano Atalanta, ed erano tanti, tantissimi, a Roma e non solo. 

Dedicato a loro in due modi: a chi veramente si è fatto chilometri e sudore, e ha regalato uno spettacolo di pubblico superbo. Ma va dedicata anche a chi, malignamente, ha tifato contro, perché questa Lazio arriva sempre in finale, è l'unica squadra oltre la Juventus ad esultare, a vincere qualcosa, ed è una cosa che a molti non sta bene. 

Lo voglio dire subito: quello di Bastos era rigore, ma questa Coppa è dedicata a chi ci ha sempre detto, anche di fronte ad errori in serie: questo è il calcio. E stanotte lo dicono i tifosi della Lazio: Gasperì, questo è il calcio. Ci siamo giocati una Champions per questi scherzetti del 'destino', forse, oltre al calcio, questo è pure il karma. 

Questo trofeo è dedicato a Simone Inzaghi: è una coppa di sudore e sacrificio, di amore e passione viscerale, per questo è la sua Coppa. 

Questa Coppa è dedicata ad Inzaghi perché ha fatto di tutto per tenere Sergej Milinkovic Savic, si sarebbe incatenato a Formello pur di averlo ancora qui. Questa Coppa è dedicata ad Igli Tare: se avesse beccato due acquisti in più, forse la Lazio oggi sarebbe pure in Champions, ma ha tirato fuori dal cilindro questo meraviglioso Correa, e dopo questa notte di festa gli si perdona perfino il resto. Anzi no: la Lazio resta ottava, e i rimpianti aumentano, perché questa stagione poteva andare in maniera diversa. La Coppa salva tutto? No, ma è bellissima lo stesso. 

Questa Coppa NON è dedicata a chi ha provato a rovinare una serata di festa, non è dedicata a nessuno se verrà usata come scudo per frenare, come acqua per spegnere, invece che come slancio, fuoco di una notte di festa. Questa Coppa Italia è dedicata a chi ci ha sempre creduto, perché alla fine vince sempre chi ci crede davvero. Inzaghi ci ha creduto, davvero, con tutta la sua anima, a questo progetto, a questa sua creatura, a questi suoi ragazzi. Questa notte è per Simone Inzaghi perché ha sofferto, ha visto i suoi sbandare alle ultime curve, perdersi. Ha sentito che stava cadendo tutto a pezzi, e li ha rimessi insieme, con pazienza, con amore, facendoli di nuovo combaciare nel nome di qualcosa che non sta scritto su nessun contratto, è una questione di anni, di pazienza, di costruzione lunga e pensieri di cuore. Questa notte è un regalo da un laziale, per i laziali. Se doveva essere la sua ultima notte, l'ultima notte di Simone Inzaghi, che notte che è stata, che regalo che è stato.