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Altro che incontro proficuo all'insegna di un clima positivo e cordiale. La ricostruzione fatta dall'edizione milanese de Il Corriere della Sera sul vertice andato in scena ieri a Palazzo Marino tra gli esponenti del Consiglio comunale e le delegazioni di Inter e Milan, capeggiate dall'ad nerazzurro Antonello e dal presidente rossonero Scaroni, riferisce che si è seriamente sfiorata la rottura totale. Al centro il progetto di realizzazione del nuovo stadio nell'area di San Siro, che ha da subito incontrato le perplessità delle autorità cittadine e che si è arenato sul futuro del vecchio “Meazza”. E l'assenza non attesa del sindaco Beppe Sala non ha certamente contribuito a rasserenare gli animi.

CLIMA TESISSIMO - Come si evince dalle dichiarazioni rese successivamente ai cronisti presenti, gli esponenti di Inter e Milan non reputano particolarmente azzeccata l'indicazione ricevuta di mantenere l'attuale San Siro, in una versione a capienza nettamente ridotta (e da utilizzare per le partite delle giovanili e delle squadre femminili), a fianco del nuovo impianto. Per sgomberare il campo da qualsiasi dubbio, hanno affidato a uno studio di ingegneria la valutazione su questa ipotesi, ma non hanno assolutamente gradito – per usare un eufemismo – la critica rivolta dai consiglieri comunali di essere stati poco seri fino ad oggi.

E SALA DOV'ERA? - I toni si sono alzati moltissimo e Antonello e Scaroni non hanno nascosto la loro forte irritazione per la mancata presenza di Sala, che aveva garantito la sua partecipazione per provare a limare le distanze palesatesi nelle ultime settimane. La trattativa proseguirà, ma i tempi potrebbero dilatarsi a causa della perizia che le due società dovranno chiedere sull'idea di due stadi vicini nella medesima area, facendo slittare a inizio 2020 il prossimo summit.