Commenta per primo

Olivera, Carrozzieri, Benassi e Muriel. Il Lecce ha dato fondo alle sue risorse e le cose sembrano andare meglio, anche se gli attaccanti non fanno un gol dall'inizio della stagione per un totale di 900 minuti (990 con la gara di Coppa Italia), e non può trattarsi solo di un caso, fermo restando il paradosso di una squadra che punta alla salvezza senza riuscire a far segnare i suoi attaccanti. A Cesena fortuna e impegno sono andati di pari passo per tutta la durata dell'incontro, ma ora il campionato metterà in cartellone un ciclo terribile con Roma (fuori), Catania (casa), Napoli (fuori) Lazio (casa) e poi ancora Parma (fuori) e Inter (fuori). Un esame di laurea in piena regola, che permetterà di stabilire l'esatta caratura della squadra giallorossa e le sue reali possibilità di salvezza prima di scartare i regali sotto l'albero e godersi la sosta natalizia.

Olivera, Carrozzieri e Benassi hanno conferito qualità e quantità a centrocampo e difesa, e non è cosa da poco. Il numero uno, in particolare, ha soffiato il posto a Julio Cesar, che tornerà a salutare i suoi ex compagni romanisti così come li aveva lasciati, da panchinaro, non nascondendo la 'saudade' per tutto l'ambiente capitolino. A Lecce non ha fatto storcere il naso a molti complice un difetto di preparazione che ne ha condizionato il rendimento, e col suo vice che si è messo a fare il fenomeno poi riprendersi la maglia da titolare è diventato un bel problema. Discorso a parte merita il baby boom Fernando Muriel. Nei primi 115' di approccio col campionato italiano (23' col Palermo, 34' col Novara e 58' a Cesena) il 20enne colombiano ha mostrato di poter risolvere il problema dell'attacco - che non fa gol nemmeno se andasse in pellegrinaggio a Lourdes - a patto che gli si metta a fianco qualcuno in grado di supportare la sua azione.

Oggi, probabilmente, anche Eto'o avrebbe problemi lì davanti, dovendo giocare in solitudine, da unica punta, in una squadra che per 90' produce cross sbagliati e assist fuori misura in quantità industriale. Un problema non di poco conto, emerso per la prima volta in 84 anni di storia giallorossa, e che lascia perplessi i tifosi. 'Il campionato italiano di serie A è molto difficile e io, grazie ai consigli del mister, sto cercando di entrare nei meccanismi - ha confessato Muriel -. Posso giocare in qualsiasi posizione di attacco e ho voglia di dimostrare le mie potenzialità perché sono consapevole che Lecce rappresenta per me una grande vetrina anche per la Nazionale'.