Voleva essere probabilmente un intervento per tutelare squadra e soprattutto allenatore dalle inevitabili critiche per un'eliminazione dalle coppe che fa male per le modalità con cui è maturata e non può non nuocere all'immagine di un club in cerca di rilancio. L'intervista a caldo del direttore dell'area tecnica del Milan Leonardo ha finito invece per peggiorare la situazione e dare contorni quasi grotteschi all'analisi del clamoroso ko per mano dell'Olympiacos. Gli attacchi all'arbitro Bastien per la gestione degli episodi, su tutti il rigore decisivo provocato da Abate, ma soprattutto il richiamo all'eccessivo rumore percepito sugli spalti hanno finito per attirare l'ironia di chi, da spettatore non interessato, ha guardato alla disfatta rossonera.

NIENTE ALIBI - Nemmeno un cenno al comportamento della squadra e a una gestione della partita e in particolare del secondo tempo difficile da accettare. Un compito che spetta indubbiamente all'allenatore, che ancora una volta non si è sottratto alle proprie responsabilità (ammettendo per esempio l'errore del cambio Cutrone-Laxalt) e che ha manifestato pubblicamente la propria rabbia, ma che dovrebbe essere materia di competenza anche del principale responsabile della parte tecnica a livello dirigenziale. Laddove Leonardo avesse anche fatto tremare i muri dello spogliatoio del Milan lontano da occhi e orecchie indiscrete o volesse farlo nei prossimi giorni, mandare davanti alle televisioni un messaggio quasi assolutorio nei confronti dei giocatori rappresenta un errore molto grave. 

BASTA ERRORI - Un club che ha bisogno di ricostruire una mentalità vincente e trasferirla a giocatori e staff tecnico non può e non deve concedere alibi. Una strategia che Gattuso ha continuato a rifuggire, non appellandosi alla malasorte nemmeno quando ha perso contemporaneamente 5 titolari come Caldara, Musacchio, Romagnoli, Bonaventura e Biglia. Non facendo mai riferimenti a un mercato estivo che ad oggi ha portato poco e a quello invernale, nel quale sarà necessario non sbagliare nulla e scegliere quei 2-3 giocatori in grado di rappresentare da subito un valore aggiunto. Compito di Leonardo, chiamato insieme a squadra e allenatore al cambio di passo, sotto ogni punto di vista. Perché, dopo una macchia come l'uscita dall'Europa League, Elliott difficilmente tollererà altri errori. Anche quelli di comunicazione.