Il vincitore del premio Liedholm 2018 è il direttore tecnico del Milan, Leonardo, che oggi ha preso la parola dal palco ritirando il premio. Queste le parole riportate da Milannews.

IL PREMIO - "Sono felice di essere qui e della vittoria del premio. Penso che essere rispettosi, educati, corretti è un conto. È stato importante superare la fase del bravo ragazzo. Liedholm aveva grande ironia, io sono più pragmatico, più diretto. Ringrazio Carlo per avermi scelto per questo premio".

LA CARRIERA - "Ho fatto un po’ di tutto in carriera. Il fatto di aver interpretato ruoli diversi, ho chiaro quale sia il limite di una cosa. I giocatori e gli allenatori vincono le partite, i campionati le società. Loro vivono nel breve termine, la società sul lungo e non è facile".

SOLIDITA' - "Voglio essere più concreto, continuo, regolare e costruire rapporti duraturi è importante. Quando fai l’allenatore vivi altre emozioni. L’allenatore vive la sua carriera legata ai risultati, la dirigenza deve essere solida".

GALLIANI - "Con Adriano Galliani ho fatto i miei 6 anni di università. Penso che la mia università pratica è stata fare parte di un Milan perfetto sotto tutto i punti di vista. Penso ci voglia una partecipazione più effettiva".

SOCIETA' AZIENDA - "In Italia ci sono state delle proprietà familiari, mente il mondo va verso delle società-azienda e anche il ruolo del direttore sportivo sta cambiando verso questa evoluzione. Il valore di una società è dato dall’equilibrio tra il bilancio e le emozioni che produce”.

IL RITORNO AL MILAN - "Nella mia vita è sempre stato difficile fare programmi. Ho avuto situazioni positive e mi sono fatto trascinare dalle opportunità. Arrivo al Milan nel ‘97, gioco per 4 anni e decido di chiudere la mia carriera in Brasile con il San Paolo e il Flamengo. Dopo 6 mesi mi chiama Galliani per organizzare il ritiro di Boban. Mentre sono in aereo, Berlusconi chiama Galliani e lui mi dice: ‘Tu sei mio amico? Allora resti con noi’. Io rimango fino al 1º aprile 2003 quando divento assistente di Galliani. Abbiamo creato Fondazione Milan e sono contento di tornare a farne parte".

L'AVVENTURA ALL'INTER - "Sono andato all’Inter per diversi motivi, ma il punto scatenante è Moratti. Io avevo diversi rapporti con i giocatori brasiliani dell’Inter quando giocavo e cercavo di stare vicino a Ronaldo e di aiutarlo. Il nostro rapporto nasce li". 
I GIOVANI - "I giovani? È tutta questione di equilibrio. Il Barcellona si è basata sui valori del settore giovanile per creare un’epopea. Noi oggi abbiamo Donnarumma, Calabria, Cutrone, c’era Locatelli e questi sono i frutti di un lavoro. I nostri giovani sono un po’ massacrati dalla stampa. Se un ragazzo a 15 anni non ha senso d’appartenenza, abbiamo sbagliato tutto".

PAQUETA' - “Non c’è molto da dire. Abbiamo un accordo di base con il Flamengo, ma il mercato riapre a gennaio quindi dobbiamo ancora fare un po’ di strada prima dell’ufficialità. Ora dobbiamo pensare solo al campionato e all’Europa League e non al mercato. Che giocatore è? Ad ora è un giocatore del Flamengo, deve giocare ancora delle partite del campionato brasiliano. Dobbiamo aspettare il 3 gennaio”.

IBRA - “E’ normale che ci sia un legame anche personale con lui. Quando siamo arrivati ci abbiamo fatto un pensiero, anche a 37 anni è un trascinatore. Oggi il mercato è chiuso. Dobbiamo fare le cose con calma, non dobbiamo dimenticare che ci sono dei paletti del fair play finanziario. Vogliamo costruire una squadra competitiva”.

IL FAIR PLAY UEFA - "C’è un processo che stiamo seguendo. Non dobbiamo mai dimenticare da dove siamo partiti, tre mesi fa non eravamo nemmeno in Europa League

IL DERBY - "Il derby è sempre il derby. Si possono dire tante cose, ma poi quando fischia l’arbitro emerge la storia. Noi siamo in crescita, per noi sarà una grande prova. Vedo una squadra più consapevole di quello che può fare, sta capendo che può fare cose importanti”.

LA ROSA - "Suso è un talento, tutti sanno come gioca ma non riescono a marcarlo. È bello vederlo giocare. Abbiamo tanti giovani importanti. Biglia sta dimostrando di essere un punto di riferimento. Kessie ha forza fisica e tecnica, Jack ha grande esperienza, si inserisce tanto e fa gol. Calhanoglu deve essere più incisivo. Cutrone ha un’energia e una vivacità contagiante. Stiamo parlando di tanti giocatori importanti, come lo sono anche Castillejo e Laxalt. Anche Bakayoko si metterà in mostra. Ci sono tante cose positive”.

GALLIANI E BERLUSCONI - “Sono contento perché loro senza calcio non possono vivere. È una storia molto bella da raccontare. Il loro Milan ci ha lasciato grandi valori ed emozioni. Siamo una società diversa adesso, ma i valori sono gli stessi”.