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Non mi era mai capitato di assistere ad una cosa del genere durante una partita di calcio. Quello che è successo ad Eriksen a fine primo tempo di Danimarca - Finlandia è qualcosa a cui non è possibile dare una definizione, è un evento impossibile da descrivere e spiegare. Allora proverò a condividere con voi le sensazioni e le emozioni che ho vissuto in quei drammatici lunghissimi momenti cercando di non cadere nella retorica e condividendo con voi una serie di sentimenti che ho bisogno di esternare.

Spero voi abbiate la pazienza di capirmi, sono sicuro che anche voi avrete voglia di sfogarvi e condividere. Sono certo che anche voi avete avuto paura. Sabato era la mia giornata di riposo dal lavoro, dopo un pranzo con amici a Como sono tornato a Milano e ho preso il posto comodo sul mio divano in salotto. Televisione accesa e relax con annesso “zapping” tra finale di doppio del Roland Garros e Danimarca-Finlandia.

Nel momento dell’inizio della paura ero sintonizzato su Herbert - Mahut contro Golubev e il simpaticissimo Bublik. Ero tranquillo e spensierato quando arriva la telefonata di mio fratello che con tono allarmato e quasi in lacrime mi chiede: “stai vedendo Danimarca - Finlandia? Cambia canale veloce!”, il suo “diktat” mi ha spaventato e dopo aver visto la scena sono lentamente crollato. Da lì in poi non so più spiegare con lucidità cosa ho provato: paura, terrore, sgomento, perdita delle speranze…piangevo.

Eriksen è un giocatore della nostra Inter, lo abbiamo seguito per 2 anni, ha avuto momenti di difficoltà di inserimento ma tutti abbiamo sempre tifato per lui, lo abbiamo preso in simpatia lo abbiamo coccolato e supportato e alla fine è diventato protagonista. Gli abbiamo voluto bene fin da subito e lui ci ha ripagato sempre con il sorriso diventato per noi interisti ancora più bello dopo la conquista dello scudetto.

Vederlo a terra, in quelle disperate condizioni è stato tremendo, stavamo realizzando che le speranze stavano svanendo, ci stavamo preparando al peggio mentre pregavamo per il meglio. Abbiamo pianto tutti, increduli per quello che i nostri occhi stavano vedendo. Non mi volevo rassegnare al peggio sapendo però che avrei dovuto prepararmi a quello ed è stato sconvolgente. Quando, dopo minuti eterni, è circolata la foto della sua uscita dal campo è stato come assistere ad un miracolo e miracolo effettivamente è stato.

I commenti del giorno dopo non hanno lasciato spazio a dubbi, Christian è scampato a qualcosa di orrendo e abbiamo la fortuna di poter raccontare un lieto fine dopo il terrore. Bisogna ringraziare il cielo, la prontezza e la personalità di Kjaer che ha letteralmente salvato la vita al suo amico e compagno, e si deve dire grazie ai medici e alla loro professionalità. Christian sta bene, ed è la notizia più bella che si potesse ricevere.

Non ci sono molte parole, forse ne ho usate anche troppe. Siamo ancora tutti sotto choc.

Ti vogliamo bene Christian e ti aspettiamo presto!!