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Una dichiarazione che ha scatenato il caos, ad ogni livello del calcio italiano. Massimo Moratti, patron dell'Inter, ha evidenziato, con rammarico, di non credere alla buona fede degli arbitri in seguito alla sconfitta dei nerazzurri contro l'Atalanta, sopratutto dopo il rigore assegnato alla Dea.

Luciano Moggi, ex dirigente bianconero e aperto oppositore del presidente interista, ci si scaglia contro dalle colonne di 'Libero': "Scrivemmo che, conoscendo Abete, ci sentiremo dire che il presidente Figc liquiderà il tutto con un «Moratti ha parlato a caldo, ma non pensa quelle cose». Ed ecco cosa ha realmente detto Abete: «Moratti deve tranquillamente credere nella buona fede degli arbitri". 

Dopo la premessa, l'attacco: "E con questo amen pronta un’altra archiviazione, a significare che il patron interista può dire ciò che vuole, come succede dal lontano 2006 quando, interrogato, ebbe a raccontare a Borrelli, allora all’ufficio indagini, una serie di “barzellette” smascherate poi dai fatti nuovi venuti fuori e smentite anche da lui stesso". 

Elogio nei confronti del nuovo presidente del ConiMalagò"È incoraggiante che almeno d’ora in poi ci sia qualcuno, al di sopra, che possa sorvegliare affinché la Giustizia Sportiva sia uguale per tutti e non persecutoria solo per alcuni. Basta con le radiazioni nascoste e con altre portate forzatamente avanti cambiando sistematicamente gli articoli della Giustizia Sportiva ogni qual volta si profilava l’ipotesi di non poter radiare".

Ignazio La Russa afferma che l'Inter è uscita pulita da Calciopoli: "Fa sorridere. Non tiene infatti conto che la società è stata condannata dalla Giustizia Ordinaria per il passaporto taroccato di Recoba. Sarebbe dovuta retrocedere, non lo è stata perché Moratti aveva speso molto (Carraro dixit)". 

"Non tiene conto che proprio per Calciopoli pendeva sull’Inter il giudizio del Procuratore Federale Palazzi, 52 paginette nelle quali il club era stato incolpato di «illecito sportivo». Se non ci fosse stata, al solito, la prescrizione...".