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Certo, dopo le adrenaliniche semifinali di Champions il nostro campionato pare un insipido brodino nei confronti di una impepata di cozze, considerato però quel che passa il convento questa partita che si temeva alla camomilla ha tenuto desto l'interesse sino alla fine. A quattro giorni dalla finale della Coppa Italia la Lazio ha saputo scacciare il pensiero del decisivo confronto con l'Atalanta, dominando 80 minuti di partita, mostrando livello tecnico superiore ma anche mascella volitiva. Il Cagliari, che salvo matematicamente non è ma lo è in pratica, ha giocato come se fosse ancora a rischio, persino con eccessi di cattiveria. Partita verissima, insomma, con un numero considerevole di ammoniti e scontri a brutto muso. Finale col batticuore grazie al solito capoccione di Pavoletti su invito sontuoso di Castro, tornato in campo dopo sei mesi e chissà quanto rimpianto. Sei minuti di arrembaggio ma senza troppi patemi per i romani. Lazio a 58 ponti che scavalca il Torino e mette il sale sulla coda della Roma e del Milan. Che però hanno visto la partita in tv e devono ancora giocare. Ora Inzaghi può anche ripensare all'Europa a prescindere dalla conquista o meno della Coppa Italia.
 
Sugli scudi Luis Alberto, autore del primo gol e suggeritore del secondo. La luce di Inzaghi è lui, distributore automatico di calcio vellutato. Lo spagnolo, un po' lunatico, sarà decisivo anche mercoledì, la sua vena condiziona il rendimento della squadra. Parolo ha confermato una ritrovata brillantezza e sarà difficile lasciarlo fuori il prossimo mercoledì. Molto bene anche il tandem Correa-Caicedo, che potrebbe creare qualche dubbio a Inzaghi. Dall'83' il tecnico ha schierato per la prima volta i tre attaccanti tutti assieme, ma non sarà una formula di inizio partita per la finale di Coppa. Ha rubato l'occhio anche Badelj, uomo d'ordine e gran piede che nel finale del primo tempo ha fiondato un pallone sulla traversa. Difensori senza macchia, anzi una sola da parte di Luis Felipe che ha regalato a Cigarini un quasi-gol.

La sorpresa è venuta da Silvio Proto, 36 anni il prossimo 26 maggio, debuttante in serie A dopo quattro prove non esaltanti in Europa League. Tre interventi difficili, uno difficilissimo su Deiola solo soletto, una sola sbavatura. Se la Lazio è approdata comodamente alla vittoria prima del gol di Pavoletti, lo deve anche al figlio di siciliani emigrati in Belgio. Meglio lui di Alessio Cragno, più giovane di 14 anni, un po' incerto sul tiro non irresistibile anche se affilato di Luis Alberto. Portiere a parte, ho visto un Cagliari con la difesa troppo alta, dove Caicedo, Correa e spesso Parolo si infilavano troppo comodamente. Pavoletti ha avuto al 90' il primo cross decente perché né Pellegrini né Deiola hanno avuto tempo e modo di servirlo dovendo arginare Marusic e soprattutto un pimpante Lulic. Risultato: la squadra è gravata sulle spalle di capitan Barella, robustissime ma pareva un giocatore di levatura inadeguatamente alta rispetto a quella dei suoi compagni. Non lo scopro io: gran mediano-mezz'ala, all'inglese (non lo dico perché oggi vanno di moda), difende, imposta, conclude. Sono pochi, nel suo ruolo, nel panorama europeo.
 
Primo tempo di marca laziale, con almeno quattro palle gol fallite, un gol insaccato e una traversa. Lazio brillante che già dopo quattro minuti presentava il suo bomber di scorta Caicedo davanti a Cragno dopo fulmineo scambio con Correa. Altissimo il tiro del Panterone che un quarto d'ora dopo si vede impattare un tiro quasi a botta sicura da Parolo. Altri due quasi-gol di Luis Alberto prima del centro dello stesso spagnolo con un preciso tiro a fil di palo generato da un pallone strappato a centro campo da Badelj. Il Cagliari lasciava che le trame di Inzaghi si svolgessero agevolmente, fino a quando Maran, via telefono, impartiva l'ordine si serrare le fila. La Lazio non ha mollato la presa nel secondo tempo, meritato il raddoppio al 52', quando Luis Alberto ha fiondato a rete l'imprendibile Correa. Già, come lasciare fuori contro l’Atalanta l’argentino con l’argento vivo?

IL TABELLINO

Cagliari-Lazio 1-2 (primo tempo 0-1)


Marcatori: 31' p.t. Luis Alberto (L), 8' s.t. Correa (L), 46' s.t. Pavoletti (C)

Assist: 31' p.t. Marusic (L), 8' s.t. Luis Alberto (L), 46' s.t. Castro (C)

Cagliari (4-3-1-2): Cragno; Cacciatore, Klavan, Romagna, Pellegrini; Deiola, Cigarini (12' s.t. Bradaric), Padoin (13' s.t. Cerri); Barella; Joao Pedro (32' s.t. Castro), Pavoletti. All. Maraner

Lazio (3-5-2): Proto; Luiz Felipe, Acerbi, Radu (29' s.t. Bastos); Marusic, Parolo, Badelj (17 s.t. Cataldi), Luis Alberto (39' s.t. Immobile), Lulic; Correa, Caicedo. All. Inzaghi

Arbitro: Fabbri di Ravenna

Ammoniti: 13' p.t. Radu (L), 24' p.t. Badelj (L), 19' s.t. Proto (L), 40' s.t. Barella (C), 49' s.t. Cacciatore (C), 49' s.t. Luiz Felipe (L)