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Devastante, un maratoneta che sul lungo non ha eguali, una forza della natura contro la quale non è semplice prendere le misure sulle lunghe distanze. E lo dicono i numeri: ​47 gol in Serie A in due stagioni, un secondo posto al suo primo anno, uno scudetto strappato dal petto della Juventus. Romelu Lukaku è stato il miglior attaccante del campionato italiano, totem dell'Inter, cresciuto in maniera esponenziale con Antonio Conte, diventando quel giocatore completo che è ora. C'è però un lato oscuro nei numeri di Big Rom, un ultimo step da superare per essere un top anche a livello europeo. 

ELIMINAZIONE DIRETTA COL BELGIO - Contro l'Italia è stato fermato da Giorgio Chiellini, un corpo a corpo da fine anni '80, trattenute, duelli aerei, spallate, tutto nelle regole, tutto nella norma, tutto nel rispetto reciproco. Un gol fatto, dal dischetto, con un dito a silenziare l'ex rivale milanista Donnarumma, contro gli Azzurri, poi un gol divorato, col destro, andato a sbattere su Spinazzola, ma mai quel senso di onnipotenza che si è visto in Serie A. E quello sul finale del primo tempo è stato l'unico gol realizzato in una fase a eliminazione diretta di un Europeo: 0 contro il Portogallo agli ottavi, 0 nel 2016, quando il Belgio uscì ai quarti per mano del Galles di Gareth Bale (gli ottavi erano stati vinti 4-0 contro l'Ungheria, ma Lukaku non riuscì a segnare). E nei due Mondiali disputati, invece, quelli del 2014 e del 2018, ha realizzato un solo gol, contro gli Stati Uniti, sotto il sole brasiliano. Nulla, invece, nel 2018, col Belgio arrivato terzo: ​Giappone, Brasile, Francia e Inghilterra, nessun gol. Macchina da guerra, invece, nei gironi, nella Nations League, nelle qualificazioni Mondiali ed Europee: è lì, praticamente, che è arrivato tutto il bottino nazionale, con 64 gol in 98 partite. 

ELIMINAZIONE DIRETTA COI CLUB - In nazionale, quindi, due soli gol in 4 competizioni iridate nella fase a eliminazione diretta; coi club le statistiche non cambiano più di tanto se si prende il meglio che c'è: la Champions League. Zero con l'Inter, in quanto nella fase a eliminazione diretta coi nerazzurri non c'è mai arrivato, 3 in due stagioni, invece, col Manchester United (2 vs Psg nel 18/19 e uno vs Siviglia nel 17/18). L'Europa in cui brilla, invece, è quella dove si abbassa leggermente il livello, l'Europa League: ha condotto i nerazzurri di Conte in finale due stagioni fa, con 7 gol, ma rendendosi anche protagonista sfortunato nella finale contro il Siviglia, 7 gol con l'Everton nel 2015/16, con la corsa dei Toffees che si fermò agli ottavi con la Dinamo Kiev (5 gol contro lo Young Boys ai sedicesimi e 2 contro gli ucraini il turno successivo). 
MANCA ANCORA QUALCOSA - E' cresciuto tanto, in questi due anni, Romelu Lukaku, con indosso la 9 dell'Inter guidato in panchina da Antonio Conte. Ora gli serve l'ultimo step, quello decisivo per raggiungere il top del top anche in Europa: diventare decisivo quando non si può sbagliare, quando il tempo per rimediare è poco, quando ogni palla conta. Quando non si può perdere. Quando il margine d'errore è ridotto pressoché allo zero. 

@AngeTaglieri88