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    Manchester City campione d'Inghilterra! Foden e Gvardiol: così il maestro ha battuto (ancora) l'allievo

    Manchester City campione d'Inghilterra! Foden e Gvardiol: così il maestro ha battuto (ancora) l'allievo

    • Fausto Vassoney
    Mai nessuno ci era riuscito: il Manchester City è campione d'Inghilterra per il quarto anno consecutivo. Si chiude con i Citizens che alzano la coppa l'ultimo concitato turno di Premier League, che ha permesso alla squadra di Guardiola di mantenere il vantaggio sull'Arsenal, grazie alla vittoria per 3-1 arrivata all'Etihad ai danni del West Ham. Un ennesimo trionfo (il 10° nella storia del club), che ribadisce ancora una volta - proprio come successo l'anno scorso - che il maestro è ancora un passo avanti all'allievo. La distanza, almeno in Premier League, si è ridotta notevolmente negli ultimi anni, ma a festeggiare è ancora una volta Guardiola, mentre l'Arsenal e Arteta (assistente di Pep tra il 2016 e il 2019) non possono che applaudire. 

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    HAALAND IL "NORMALE" - A guidare il carro dei festeggiamenti, non può che esserci Erling Haaland, ancora lì a dettar legge in area di rigore, in una stagione sì dai numeri importanti, ma forse non ai livelli delle smisurate aspettative che lo accompagnavano. Chiaramente, dopo una stagione 2022/23 in cui per lui erano arrivati Treble e Scarpa d'Oro, era chiaro che ripetere i 36 gol (solo in campionato) non sarebbe stata impresa facile. Una stagione "normale", che tuttavia non lo ostacola dal prendersi con forza la vetta della classifica marcatori del campionato inglese, dove svetta con 27 reti, seguito a 22 da Cole Palmer del Chelsea.

    LA CONSACRAZIONE DI FODEN - Ma se c'è un protagonista capace di distinguersi su tutti, il suo nome non può che essere quello di Phil Foden. Quella di quest'anno è stata per lui la stagione del decisivo salto di qualità, la consacrazione definitiva di un giocatore che da anni - nonostante la giovane età - rappresenta una certezza per Pep Guardiola. Non è infatti un caso che la vittoria con il West Ham, che consegna infine lo scettro nelle mani del City, sia stata indirizzata fin da subito proprio da una doppietta del fenomeno inglese. Sono 19 i gol in Premier, a cui si accompagnano anche 8 assist e tanta, tanta qualità, che farà anche molto comodo a Southgate agli imminenti Europei.

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    GVARDIOL A TUTTO CAMPO - Tra gli altri protagonisti della cavalcata del Manchester City non si può poi non citare Josko Gvardiol. Il croato classe 2002, arrivato a Manchester per 90 milioni la scorsa estate, è stato l'arma in più al servizio del tecnico spagnolo. Guardiola-Gvardiol una partnership vincente non solo per la sfiorata omonimia, ma soprattutto per la capacità del tecnico di reinventarlo nel ruolo di terzino e l'estrema capacità del croato di adattarsi a un nuovo ruolo. Una posizione, quella a sinistra nella difesa a 4, in cui Gvardiol si è riscoperto anche decisivo in rifinitura, con qualità nel palleggio, corsa, gol (vedi la recente doppietta contro il Tottenham) e intelligenza tattica a non finire. Non solo le solide prestazioni da difensore centrale che tutti conoscevano. Insomma, il difensore moderno che ogni squadra vorrebbe.

    I SOLITI NOTI - E poi, una giusta amalgama tra certezze della "vecchia guardia" e inevitabile apertura alle novità. Sul lato dei fedelissimi una menzione è d'obbligo per il sempre puntuale Bernardo Silva (6 gol e 8 assist), il roboticamente preciso Rodri (8 gol e 9 assist), a cui si aggiunge l'esemplare disponibilità di Julian Alvarez (11 gol e 9 assist), che - ora da punta, ora alle spalle del centravanti - ha trovato sempre più spazio nelle rotazioni. E poi c'è il solito Kevin De Bruyne, a cui nemmeno uno stop di cinque mesi in conseguenza di un infortunio al ginocchio patito alla prima giornata ha impedito di andare in doppia cifra nella casella degli assist. A 32 anni non vuole saperne di rallentare e la parola "declino" non fa per lui. Sul lato delle novità, invece, corrono forte i vari Jeremy Doku, jolly sfoderato all'occorrenza per portare imprevedibilità, ma anche il giovanissimo Rico Lewis e Oscar Bobb, chiamato a vestire il ruolo di "secondo norvegese".

    ORA IL "DOUBLE" - Chiusa la pratica Premier League, ora tutte le energie della squadra di Guardiola si riversano sulla finale di FA Cup, che - per la seconda volta consecutiva - vedrà dall'altra parte del rettangolo di gioco il Manchester United di Erik ten Hag. Abbandonato il sogno Champions ai quarti di finale contro il Real Madrid, il City ripone in questa sfida le speranze legate al possibile "Double", che potrà concretizzarsi il prossimo 25 maggio. L'anno scorso a decidere era stata una doppietta di Ilkay Gundogan, poi ceduto al Barcellona. A chi toccherà questa volta? Non servono suggerimenti per capire che i candidati, sul lato City, sono due. Basta guardare i precedenti di questa stagione: 3-1 all'Etihad e 0-3 all'Old Trafford. I gol? Tre di Haaland e tre di Foden...

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