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Non varrà un Europeo e nemmeno un titolo mondiale, ma la Nations League si inserisce per l’Italia di Roberto Mancini in un periodo comunque importante per continuare a testare i progressi di una Nazionale che punta ad arrivare in Qatar, tra poco più di un anno, con l’obiettivo di essere ancora più competitiva e rispettata. La sfida di San Siro con la Spagna di Luis Enrique sarà il primo esame per gli Azzurri, costretti peraltro a rinunciare contemporaneamente a Immobile e Belotti, titolari pochi mesi fa ad Euro 2020, e chiamati a reinventarsi completamente il ruolo del centravanti.

MOSSA A SORPRESA - Se il ct spagnolo ha già manifestato dalle convocazioni il desiderio di ovviare alla doppia assenza di Morata e Gerard Moreno puntando su quel falso nueve divenuto ormai marchio di fabbrica delle Furie Rosse, Mancini sta iniziando a prendere in considerazione l’idea di ricorrere a sua volta ad un escamotage ad hoc. E gli indizi portano a quel Lorenzo Pellegrini completamente rigenerato da José Mourinho e fresco di rinnovo di contratto con la Roma, desideroso di riprendersi quella maglia che pochi mesi fa gli fu negata da un infortunio che aprì le porte di Coverciano a Pessina. Un nuovo ruolo, da finto centravanti, per provare ad avere un maggiore controllo del gioco e della palla rispetto alla semifinale di luglio e che per caratteristiche potrebbe stare benissimo cucito addosso al capitano giallorosso e molto meno a Federico Chiesa, l’uomo del momento in casa Juventus. 
MANCINI VS ALLEGRI - Chi pensava dunque ad un Mancini interessato a dare continuità alle parole e ai fatti del collega bianconero Allegri, che ha proposto l’ex Fiorentina da attaccante puro con grandi risultati (soprattutto nella sfida di Champions col Chelsea), si è sbagliato di grosso. “Abbiamo dei ruoli precisi e sappiamo come impiegare al meglio Federico”, ha chiosato il ct in conferenza stampa. Tradotto: almeno inizialmente, Chiesa parte in ballottaggio con Berardi - nettamente avanti, per la cronaca -  come esterno destro offensivo, con Insigne sul lato opposto del tridente e Pellegrini favorito sui due centravanti veri, Raspadori e Kean, per agire da ‘9’. In un’Italia sempre e comunque all’attacco, per non disperdere il patrimonio di certezze e consapevolezze acquisite all’ultimo Europeo, seppure con interpreti diversi.