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  • Mancini: 'La vita è troppo breve per essere cattivi, Vialli e Mihajlovic mi hanno insegnato che bisogna godersela'

    Mancini: 'La vita è troppo breve per essere cattivi, Vialli e Mihajlovic mi hanno insegnato che bisogna godersela'

    Roberto Mancini, commissario tecnico dell’Italia, si racconta a 7, inserto del Corriere della Sera. E parte dalle lotte personali che Sinisa Mihajlovic e Gianluca Vialli, suoi ex compagni, stanno portando avanti: “Il dolore di Luca e Sinisa mi ha insegnato che bisogna godersi la vita. Il nostro tempo è troppo breve per arrabbiarsi o essere cattivi con sé stessi e con gli altri. Crescere insieme, anche se non ti vedi spesso, è una cosa che ti lega per sempre”. 

    SULLA FEDE - “Sono credente, cattolico. Vado a messa e sono stato più volte a Medjugorje”. 

    SUI FIGLI - “Adesso hanno 30, 28 e 23 anni, ma li vorrei ancora piccoli come nella foto del mio profilo whatsapp. Se Filippo e Andrea fossero diventati calciatori professionisti sarei stato contento per loro perché giocare a calcio è divertimento e fare come professione ciò che ti diverte è la cosa più bella”.

    SULLO SCUDETTO SAMP - “L’artefice di tutto è stato il presidente Mantovani. Ha costruito una squadra comprando giovani talenti italiani e dandogli tempo e fiducia per crescere. L’unico rimpianto di quegli anni è stato non vincere la Coppa dei Campioni”.

    SULLA PREMIER - “Vincere la Premier è stato bellissimo. È uno dei campionati più importanti del mondo”.

    SU BALOTELLI - “La convocazione all’Europeo dipende da lui. Una cosa è certa, deve fare più di quello che ha fatto fino a oggi”.

    MESSI O RONALDO? - “Sono fuoriclasse assoluti. Leo è un giocatore nato, Cristiano ha dovuto lavorare per diventare uno dei migliori; gli va dato merito”.

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