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Parole dolci, da tifoso, non da avversario. E nemmeno da nemico, come è stato etichettato da molti. Roberto Mancini e la Juventus, una "simpatia" nata tanto tempo fa e che non è mai tramontata, nemmeno durante l'esperienza sulla panchina dell'Inter: "Quella di domani non è non è una sfida tra un ex interista e la Juve. Io alleno il Manchester City, e l'Inter fa parte del mio passato. Non sono mai stato nemico della Juventus, contestavo il sistema che c'era prima. Anzi, sono stato tifoso della Juve da ragazzino e in futuro la allenerei".
 
L'ex tecnico dell'Inter analizza così la nuova Juve: "Ha investito molto per rinforzare la squadra anche, se per le squadre italiane, in questo momento è più difficile acquistare perché ci sono squadre come il City che hanno più possibilità dal punto di vista economico. Ma la Juve ha il blasone e la storia, fattori che possono attrarre i calciatori, anche se si hanno meno risorse. Bisogna dare il tempo a Del Neri per lavorare. La situazione della Juve è simile alla nostra. Stiamo migliorando, ma dobbiamo crescere e per crescere ci vuole tempo".

Accanto a Mancini, Patrick Vieira che parla così del suo addio alla Juventus: "La vita di un calciatore è così, io non volevo andare in Serie B".