Buon compleanno a 

DARKO LAZOVIC, 1990, trequartista serbo del Genoa, 

DEJAN SAVICEVIC, 1966, detto “Il Genio”, ex centrocampista montenegrino al Milan dal 1992 al 1998, vincendo 3 scudetti e una Champions. Aveva già vinto una Coppa dei Campioni e una Intercontinentale con lo Stella Rossa.
E' stato commissario tecnico della Serbia-Montenegro. E' attualmente presidente della Federcalcio del Montenegro, con un bizzarro contratto che prevede zero euro di stipendio annuale e orari ultra-flessibili, o meglio:gli orari del suo ufficio non esistono. Inizia e finisce quando lo ritiene più opportuno, senza intascare un euro. Seguendo, come suo solito, solo istinto e voglia. Ha infatti rappresentato la sublimazione del concetto di genio e pigrizia. Nello Stella Rossa lui e  Stojkovic riuscirono a superare l’adagio calcistico che due fuoriclasse in ruoli simili finiscono per pestarsi i piedi.“C’erano solo due persone al mondo per cui valeva la pena pagare il prezzo del biglietto: Marco Van Basten e il Genio”. (A. Costacurta) Nel suo rapporto con Capello non mancarono le incomprensioni, anzi. È la routine. Più il mister cerca di comprimerlo all’interno di un contesto tattico rigoroso e speculativo, più il Nostro rifugge ogni soffocante dettame; è così che si sviluppa un rapporto elusivo e a tratti logorante. “Peccato che Capello mi ha tolto, nel secondo tempo con l’ombra al posto del sole avrei dato spettacolo.” Indimenticabile il suo gol del 3-0 nella finale di Champions contro il Barca di Cruijff Il colpo rarefatto del Genio è una pennellata che non ammette repliche: si può solo ammirare, arrovellandosi il cervello alla ricerca di una spiegazione che probabilmente non esiste. È istinto, talento puro che viaggia nello spazio e finisce la sua corsa nell’incrocio più lontano. Un gol da marziano. Persino Capello commentò: “In quella partita sono stati tutti da dieci, ma Dejan da dieci e lode”.  “Io non mi considero affatto un genio. Ero un ottimo giocatore e basta. Mi hanno dato quel nome perché facevo cose che altri non provavano mai a fare.” 

ALESSANDRO RENICA, 1962, ex difensore di Vicenza, Sampdoria, Napoli e Verona. 2 Scudetti e 1 Coppa UEFA  col Napoli 
La sua vittima preferita come Goleador fu Stefano Tacconi. Il 29 marzo 1987, quando il portiere bianconero si inginocchiò per prendere una punizione con tale goffaggine che la palla gli sgusciò fra le ginocchia prima che toccasse terra e schizzasse in rete. Il 15 marzo 1989 il gol decisivo nel quarto di ritorno di Coppa Uefa, quello del 3-0 (all'andata la Juve aveva vinto 2-0) al 119' «Quel gol al 119' dei quarti di finale resta la mia gioia più bella, forse più grande della vittoria dei due scudetti. Quella sera mi sono sentito davvero napoletano: lo stadio era strapieno, fuori ce n'erano quindicimila senza biglietto». 


FAUSTO PARI, 1962, ex centrocampista di Bellaria, Inter, Parma, Sampdoria, Napoli, Piacenza, SPAL, Modena. 2 scudetti con l'Inter nel 1979-80 (ma disputò solo una partita) e Sampdoria nel 1990-91. Coi blucerchiati vinse anchela Coppa delle Coppe 1990. E' nato lo stesso giorno di Coppi e questo, probabilmente il nome Fausto.. E' stato di DS di Brescello, Bari ( e si disse “Pari al Bari”), Spezia e Modena e attualmente è procuratore

MARCIO SANTOS, 1969, ex difensore brasiliano della Fiorentina (1994-95)  Il 19 aprile 2008 è stato colpito da un ictus e ricoverato in ospedale; dopo cinque giorni è stato dimesso.  Campione del mondo 1994, sbagliò il suo rigore nella finale contro l'Italia. Vittorio Cecchi Gori gli promise, come bonus nel contratto una cena con Sharon Stone (di cui il brasiliano è un grande fan) se fosse arrivato a quota 7 reti ,secondo lo stesso giocatore, 9 secondo altre fonti). Ne segnò solo 2 ((al Napoli e al Torino), azzerati da 2 autogol contro il Bari e il Torino, nella stessa partita. Pochi sanno però che il contratto prevedeva anche che, in caso avesse raggiunto 7 o 9 autoreti, la cena sarebbe stata con Michael Douglas

MAURO BERTARELLI, 1970, ex attaccante di Jesi, Ancona, Rimini, Sampdoria, Empoli, Ravenna. E' figlio di Giuliano, ex attaccante di Cesena e Fiorentina e fratello di Luca, ex attaccante dell'Ancona. Per un grave infortunio nel settembre 1994 rimase fuori finoalla primavera 1995, ma non tornò mai ai suoi livelli precedenti. Nel 1992 viene acquistato dalla Juventus, ma subito ceduto alla Sampdoria nell'ambito dell'affare Vialli
FRANCO CRESCI. 1945, ex difensore di Rapallo, Varese, Bologna e Modena è il settimo giocatore del Bologna per numero di apparizioni in incontri ufficiali, con 404 presenze. Era CRESCIuto nelle giovanili dell'Inter, ma non ci giocò mai in serie A

Auguri anche a

JUAN LANDAIDA, 1983, ex difensore argentino di Venezia, Triestina, Sambenedettese, Benevento E'allenatore del Benevento U17. L'anno scorso sostituì, in coppia con Daniele Cinelli, l'esonerato Brini, sulla panchina del Benevento nelle ultime tre partite del campionato di Lega Pro, conclusosi con la promozione in serie B. E' il genero del presidente Vigorito, avendone sposata la figlia. Nel febbraio 2011, dopo una partita col Viareggio il presidente si dimise perché Landaida, allora giocatore, e la moglie furono aggrditi verbalmente da un gruppo di tifosi scontenti  

FULVIO FELLET, 1952, ex difensore di  Pordenone, Chieti, Treviso, Udinese, Padova, Venezia. Con l'Udinese ottenne la promozione in A nel 1978-79

CESIDIO ODDI,  1956, ex portiere di Aquila, Palermo, Cremonese, Cosenza, Cavese, Nocerina, Venezia, Ravenna, Cerveteri. A quanto mi risulta è l'unico giocatore di nome Cesidio

GIUSEPPE PAPPALETTERA, 1940, ex difensore di Trani (con cui ottenne la promozione in serie B), Novoli e Savoia. Ritiratosi nel 1971, provò a fare un concorso alle poste, ma, inspiegabilmente, non fu ammesso neppure agli scritti (battutaccia)