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Per un esterno che torna, uno che se ne va. E non certo seminando in giro cartoline d’amore. Da ieri, infatti, Marco Motta è di nuovo un giocatore tutto di proprietà dell’Udinese. Alle buste, i friulani hanno messo la cifra di 1.450.000 euro, circa centomila euro più dei giallorossi. La Roma, che aveva provato a lungo nei giorni scorsi a risolvere la questione della comproprietà, ora deve guardare altrove. Ed il ritorno di Aleandro Rosi arriva a puntino.

Sfogo Motta, però, ieri ci ha tenuto a ribadire la sua versione dei fatti, dopo che venerdì il d.s. giallorosso Daniele Pradè aveva dichiarato di «averle provate tutte per arrivare ad una soluzione», ricevendo solo rifiuti dal giocatore, anche per il rinnovo del contratto. «Ho sempre ribadito che a Roma stavo incredibilmente bene e che questa città non l’avrei mai lasciata — ha detto l’esterno destro ai microfoni di Sky —. Ho solo chiesto che il mio cartellino non dovesse essere diviso ancora tra due squadre. All’apertura delle buste ho visto che l’Udinese ha riposto in me più fiducia della Roma. Ora sono dell’Udinese e spetterà ai Pozzo decidere il mio futuro, sono certo che faranno la scelta giusta». Non è detto, infatti, che Motta resti ad Udine, visto che ci sono piste estere (Spagna ed Inghilterra) ben avviate.

Amarezza Ma Motta ci teneva davvero a restare a Roma o no? A sentire le sue parole, qualche dubbio (lecito) nasce. «L’amarezza e la delusione per non essere rimasto è lo stesso stato d’animo che avevo anche a gennaio scorso — continua Motta — quando capii che non ero nelle idee e nei piani dell’allenatore. Avevo preso rapporti con il Manchester City, dove Roberto Mancini credeva molto in me, ma non so perché questa trattativa non è andata in porto. Mi sono state fatte delle promesse non mantenute. Il mio avvocato (Beppe Bozzo, ndr) è stato disponibile e a parlarne per un anno intero, 24 ore su 24, ma siamo arrivati nelle ultime due ore per rinnovare il contratto. Il problema, comunque, non era quello, perché a Roma avrei potuto firmare per altri dieci anni, ma non avevo più voglia di stare a metà di due squadre».

Titoli di coda Si chiude così la storia d’amore tra Motta e la Roma. Arrivato in comproprietà a gennaio 2009 (cifra vicina ai tre milioni e mezzo, pagabili in tre rate annuali), Motta in un anno e mezzo ha giocato in tutto in giallorosso 58 partite (tra campionato e coppe). A giugno 2009, finito l’Europeo Under 21, l’Uefa l’aveva votato come uno dei migliori dieci giocatori della manifestazione, lodando la Roma per il suo acquisto. Oggi, un anno dopo, è tutta un’altra storia.