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L'ad dell'Inter Beppe Marotta parla a Gazzetta.it e ricorda lo scomparso Mauro Bellugi: "E' stata una scomparsa improvvisa. L'ho sentito sentito settimana scorsa e non si poteva prevedere un epilogo del genere. C'è chiaramente tanta amarezza, tanto dolore. Non solo negli interisti ma in tutti quelli che amano il calcio e che hanno avuto modo di vedere le sue gesta con la maglia dell'Inter, del Bologna, del Napoli e della Nazionale. Era un grande giocatore e che ha amato fino all'ultimo giorno il suo lavoro, seguiva sempre le sorti dell'Inter anche mentre era preso a lottare contro la malattia. Il ricordo oggi è affidarsi ai valori. Era un mastino, coriaceo, aveva nella parte agonistica oltre che tecnica le sue virtù maggiori. Ma soprattutto deve rimanere impressa la sua grandissima professionalità nell'ambito sportivo, grande attaccamento ai valori delle maglie che ha indossato. Era l'eroe di un calcio romantico che non c'è più, nel quale i calciatori erano anche bandiere, erano meno frequenti spostamenti da un club all'altro e questo presupponeva che spesso il giocatore si attaccasse molto al club in cui giocava. Lo stesso Bellugi, pur avendo poi militato anche nel Bologna e nel Napoli, era sempre molto interista per il legame creato con la proprietà. Periodo del mecenatismo, nel cui le famiglie erano proprietarie della squadra ma erano anche legatissime ai giocatori. Questo senso di appartenenza è oggi difficile da ritrovare, per le proprietà e per i giocatori che cambiano squadra.

Un aneddoto? I ricordi più commoventi per me sono stati quando gli sono state amputate le gambe, ci siamo sentiti e lui era molto entusiasta di poter collaborare con noi. Gli avevamo dato l'incarico di osservatore. Ho visto un Bellugi carico, entusiasta, come se dovesse tornare in campo. Lui stesso rideva sopra e diceva: "Per un calciatore non avere più le gambe è come per un pianista non avere più le mani". Sono cose molto toccanti che mi hanno fatto riflettere.
Lutto? Il derby ha un sapore particolare. Lui ne ha giocati tanti, io li ho potuti solo vedere. Il derby divide la città il campo, i giocatori andranno in campo e sarà come un'arena, anche se sarà senza pubblico. Manca un protagonista del calcio. Noi però domani giocheremo il derby per lui, indossando il lutto e osserveremo un minuto di raccoglimento che ci è stato concesso dalla Lega e dalla Figc".