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Sono in corso in queste ore le perquisizioni e i sequestri a carico di 33 persone, tra i quali professori universitari, dirigenti pubblici e ricercatori, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, turbativa d’asta e falso in atto pubblico.

Le figure dei 33 indagati, sono collegate a varie università di spicco in Italia, come l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Tor Vergata, La Sapienza di Roma e l’Università degli Studi di Torino.

L’inchiesta ha origine da un esposto-querela, presentato alla questura di Pavia il 26 aprile 2018 per denunciare quello che viene definito “un sistema di mercanteggiamento” per le iscrizioni al corso della facoltà di medicina e odontoiatria dell’Università Statale di Milano.

L’accusa è quella di associazione a delinquere e “manomissione” dei bandi per le nuove assunzioni, attraverso la composizione “eterodiretta” della commissione giudicatrice, i criteri di valutazione stabiliti in base al profilo del candidato da favorire, lo scoraggiare i candidati più meritevoli a non partecipare, spesso con velate minacce, o l’incoraggiare i candidati a partecipare con la promessa poi di ritirare la candidatura.
Tra queste figure, spicca quella di Massimo Galli, volto noto in seguito alla situazione pandemica di Covid-19, primario del reparto di Malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano e professore ordinario presso il dipartimento di Scienze biomediche dell’università Statale di Milano.

Mentre sono al vaglio le varie email e i vari documenti sottoposti all’attenzione della polizia, sequestrati agli indagati, il virologo Galli presenta quattro diversi capi di imputazione tra cui reato di falso, per aver “manomesso” la valutazione di candidati a favore di un favorito, diventato poi professore associato, e turbativa d’asta, per aver favorito due candidate durante le assunzioni per quattro dirigenti biologici presso il reparto di malattia infettiva dell’Ospedale Sacco.

In attesa che si svolgano le indagini, i PM parlano di un sistema “clientelare”, per cui gli indagati: “Hanno inquinato sistematicamente la regolarità delle procedure di selezione, sostituendo logiche clientelari al metodo meritocratico e al principio di imparzialità”.