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Walter Mazzarri come Paul Ince. Il paragone è di Massimo Moratti: "Mazzarri lavora tanto, come un giocatore che si dà da fare in campo e che ha anche qualità. Ince è rimasto un anno e mezzo ma è nella memoria di tutti come un grande interista, umanamente una persona apprezzabile. Così è Mazzarri: una persona che lavora tanto, che ha idee chiare e che ha un modo di fare molto bello sia con i giocatori sia con la società".

Un complimento, senza dubbio. Ma siamo sicuri che corrisponda esattamente al profilo di Mazzarri? Oppure, per meglio dire, che siano davvero le parole che l'attuale allenatore dell'Inter vorrebbe sentir dire di sé? 

D'accordo lavorare tanto, d'accordo darsi da fare e avere un modo di fare molto bello, ma forse quel fatto di avere 'anche' qualità forse non sarà piaciuto molto al tecnico di San Vincenzo. Già, perché Ince è stato un centrocampista più di quantità che di qualità, mentre il Mazzarri calciatore, che da giovane venne definito il 'nuovo Antognoni', aveva più fantasia e geometrie che non corsa e costanza. E anche il Mazzarri allenatore, quello che si picca di aver introdotto in Italia la difesa a tre, seguito poi da tanti altri, da Conte in giù, è più probabile che come caratteristica principale del suo modo di lavorare veda la qualità e l'introduzione di nuove idee calcistiche, piuttosto che la costanza nel lavoro e il fatto di essere umanamente una persona apprezzabile. La qualità e le idee chiare prima della quantità quindi, e non viceversa.

E poi c'è quell'ultimo punto: Ince restò all'Inter un anno e mezzo, mentre l'ex allenatore del Napoli non ha certo l'intenzione di fare i bagagli così presto!