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Tutto rimandato. Il Milan non ha ancora deciso se riscattare dal Torino ​Soualiho Meïté, per conoscere la risposta bisognerà aspettare la fine di maggio quando si conosceranno i nomi delle quattro squadre che rappresenteranno l'Italia nella prossima edizione di Champions League. I soldi della Uefa, soprattutto in tempo di pandemia nella quale i ricavi delle squadre di calcio sono ridotti al minimo, sono un fattore nelle scelte di mercato, un discorso che riguarda anche il Milan che, non a caso, oltre al riscatto del centrocampista francese ha messo in stand by i rinnovi di Calhanoglu, Donnarumma, in scadenza a giugno, e quelli di Kessie, Romagnoli e Calabria, legati fino al 2022. 

COSTI - Maldini e Massara non vogliono fare il passo più lungo della gamba, sanno che devono evitare errori, soprattutto dal punto di vista economico. Meite, infatti, non è una soluzione low cost, il suo riscatto non è così scontato: arrivato a gennaio in prestito per 500 mila euro, può essere acquistato a titolo definitivo a fine stagione pagando al Torino 8,5 milioni di euro (più 1,5 di bonus). Un investimento importante per un giocatore che in rossonero, fin qui, ha vissuto un'esperienza sulle montagne russe, macchiata dagli errori contro l'Inter in Coppa Italia e Manchester United in Europa League. I prossimi due mesi saranno decisivi per conoscere il suo futuro: a Milano Meite sta bene, ma deve ancora dimostrare di meritare la conferma.