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Melissa Satta e le critiche per la partecipazione al Club, programma in onda su Sky la domenica sera, per chiudere la giornata di Serie A. Queste le parole della showgirl al Corriere della Sera: "​Faccio tv da 17 anni, sono abituata a ricevere elogi e giudizi meno positivi ma per mia natura sono riservata. Non penso di essere nessuno per valutare gli altri e in genere sto nel mio. Premesso che prima di essere stata ingaggiata da Sky ho avuto altre esperienze di programmi calcistici come Tiki Taka o Controcampo, ho avuto un marito giocatore, io stessa ho praticato da ragazzina il calcio e mi sono allenata con il Milan femminile, sono stata attaccata personalmente su un fatto basato sul nulla". 

LE CRITICHE - "Le critiche di Alessia Tarquinio? ​Chiariamo questo punto: l’emittente che mi ha chiamato aveva deciso di rivedere il format del programma apportando un tocco di leggerezza con me che provengo dal mondo dell’intrattenimento. Detto questo, in studio con me ci sono anche figure maschili che non sono giornalisti, come del resto su altre reti e in trasmissioni analoghe. Mi dispiace di essere stata accusata di aver rubato il posto a una giornalista. A Sky ci sono professioniste dell’informazione, bravissime e che hanno i loro spazi. Poi domenica era la prima volta, in uno studio nuovo e in fase di rodaggio".
SOLIDARIETÀ TRA DONNE - "​Ripetiamo in continuazione che noi donne dobbiamo impegnarci il doppio per meritare il posto e poi vengo attaccata da una persona del mio stesso sesso. La Tarquinio ha affermato che lei non avrebbe mai accettato il ruolo di showgirl. Ma in realtà ci sono fior di giornaliste che lo fanno: donne stupende che indossano un bellissimo vestito e sfilano sul red carpet di Venezia. E allora? Mica penso che vengono a rubare il posto alle showgirl. Le ammiro". 

SOSTEGNO - "​In realtà a Sky Sport conducono trasmissioni importanti. Poi penso che ci sono giornaliste e donne formidabili come Francesca Barra che mi hanno pubblicamente manifestato il loro appoggio. La verità è che quando si è personaggi noti si dovrebbe utilizzare un linguaggio misurato sui social: ho un figlio di 7 anni che naviga nel web e non voglio che legga certe affermazioni sul mio conto".