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Tra le molte differenze che caratterizzano e caratterizzeranno la Juventus di Sarri e quella di Pirlo, una riguarda il mercato e gli uomini messi a disposizione dei due allenatori. Ora ha ragione Arrigo Sacchi a sostenere che i calciatori devono essere funzionali al gioco dell’allenatore, ma non c’è dubbio che per qualità, gli elementi acquistati quest’anno, siano in assoluto migliori rispetto a quelli dello scorso mercato.

Nell’estate in cui Sarri si siede in panchina arrivarono Buffon, de Ligt, Demiral, Rabiot e Ramsey. Quest’anno, a disposizione di Pirlo, ci sono Arthur, Kulusevski, McKennie, Morata e Chiesa. Inoltre sono ceduti o prestati Pjanic, Matuidi, Rugani, Douglas Costa e De Sciglio, tutti ingombranti o inutili, eccetto Pjanic che comunque non ha brillato. Di più: nella passata stagione si infortunarono gravemente Chiellini (dopo appena un turno) e Demiral, mentre Dybala e Rugani, seppure nella lunga pausa, si ammalarono di Covid. Adesso, per fortuna della Juve, stanno tutti bene (Alex Sandro e Bernardeschi hanno problemi muscolari facilmente recuperabili) e Pirlo può lavorare a ranghi compatti o quasi, eccetto nei giorni, come questi, di pausa per le Nazionali.

Non c’è dubbio, quindi, che il mercato fatto per Pirlo sia più utile e più logico di quello fatto per Sarri. Il tecnico toscano avrebbe avuto bisogno di uomini che non portassero la palla e, più in generale, di elementi meno individualisti di quelli avuti in rosa. Pirlo, invece, conta su molti giocatori di fascia destra (Chiesa, Kulusevski, Bernardeschi) con i quali sviluppare l’ipotetico 3-4-1-2, in fase di possesso, di cui si è molto parlato in queste settimane. Casomai a Pirlo manca un altro esterno di sinistra, oltre ad Alex Sandro, a meno che non si voglia considerare Frabotta già maturo per una squadra come la Juve.
Insomma, comunque la si metta, Pirlo sta meglio di quanto non stesse Sarri un anno fa e anche questo sarà un elemento da tenere in considerazione quando verrà il tempo di valutare il nuovo allenatore della Juve. A proposito del quale è bene precisare che per schierare una squadra offensiva avrà bisogno del sacrificio di tutti, anche di Ronaldo e Dybala, così poco propensi alla bisogna. Quanto all’ipotesi di giocare con Chiesa e Cuadrado sugli esterni e Kulusevski dietro la coppia Ronaldo-Dybala, lo ritengo un esercizio tattico puramente teorico. Non solo perché non esiste una grande squadra tanto sbilanciata, ma anche perché la richiesta di coprire l’intera fascia non è realizzabile da due calciatori (Chiesa e Cuadrado) per gli interi novanta minuti. Più verosimile schierarne uno, chiedere all’altro di subentrargli, e inserire Alex Sandro - ormai sulla via del recupero - sulla fascia sinistra. 

Naturalmente tutte le mie perplessità sul Pirlo allenatore non solo restano intatte, ma addirittura rafforzate dalla partita dell’Olimpico, con la Roma, miracolosamente pareggiata quando lo squadra era ridotta in dieci. Vedo, sento e leggo che la schiera degli scettici si sta allargando e non posso che compiacermene, anche se certe posizioni vanno assunte prima che l’evidenza se ne impadronisca. Schierando così la squadra (modulo variabile, risultato variabile), trascurando - come Pirlo ha fatto a Roma - le marcature preventive, sbagliando le scelte (Rabiot e Ramsey), magari solo per insistere con il trequartista, dimenticando Arthur e Bentancur in panchina, il (non) allenatore bianconero faticherà ad arrivare quarto in campionato. Altro che scudetto e Champions League.

@gia_pad