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Il momento di ripresa da parte del Napoli coincide con il ritorno di Dries Mertens. Eppure il belga non è stato tanto incisivo in queste gare, solo una rete contro il Benevento. Esattamente nove mesi fa arrivava il rinnovo per lui, inizialmente inatteso, con l'ipotesi di un addio e di un possibile trasferimento all'Inter che prendevano sempre più quota. Alla fine Mertens è rimasto in azzurro, ha deciso di far parte ancora del progetto azzurro fino al 2022, quando avrà compiuto 35 anni.

CAMBIO RUOLO - Mertens è arrivato al Napoli nel 2013 come esterno sinistro offensivo. Nel corso degli anni però Sarri lo ha trasformato in un attaccante spietato, arrivando a segnare 34 gol nella stagione 2016/17. Con l'arrivo di Osimhen, Gattuso gli ha dato una nuova collocazione, quella di trequartista alle spalle della prima punta. Quella era l'idea per far coesistere un giocatore importante come Mertens e l'acquisto più costoso della storia del Napoli, Osimhen. Il passaggio al 4-2-3-1 ha avuto qualche problema, così come Mertens che non ha più il passo di qualche anno fa e il suo rendimento è visibilmente calato.
NUMERI DELUDENTI - L'annata fin qui è stata sicuramente la più deludente, mai così male in quanto a numeri da quando è a Napoli. Per Mertens solo 6 gol e 7 assist in questa stagione. Il belga sta avendo un'involuzione netta, si va verso i 10 gol e 12 assist del 2014/15, quando era la riserva di Insigne (prima dell'infortunio) e giocava ala sinistra, o verso gli 11 gol e 7 assist della stagione successiva, quando rappresentava sempre l'alternativa all'attuale capitano del Napoli. Complice anche l'infortunio alla caviglia riportato lo scorso 16 dicembre contro l'Inter che lo ha tenuto diverso tempo fuori dal campo. Tre settimane fa, il 25 febbraio, è rientrato definitivamente, con lo staff medico che ha dato l'ok definitivo dopo la ricaduta di fine gennaio. Ora ci si aspetta di vedere il miglior Mertens, Gattuso si sta affidando a lui ricercandolo prima punta, dove ha mostrato il suo killer istinct nel corso degli anni. I risultati però nelle ultime gare non è stato quello desiderato: solo il gol contro il Benevento che aveva riacceso la luce, ma poi ecco solo brutte prestazioni contro Sassuolo, Bologna e Milan, dove è apparso totalmente fuori dal gioco. Troppo statico, pochi guizzi "alla Mertens", anche due giorni fa contro il Milan quando nelle gambe aveva la settimana tipo per lavorare senza sovraccarichi. Quel calciatore capace di tirare fuori la giocata dal nulla è lontano, il timore è che la sua parabola sia nella fase discendente, al tramontare di una carriera dove è entrato di diritto nella storia del Napoli diventando il marcatore azzurro più prolifico di sempre.