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E' il 4 luglio 2000 e la Juve annuncia David Trezeguet. Al Monaco vanno 45 miliardi di lire. A Torino David, allora appena 23enne, non trova il tappeto rosso ad accoglierlo. Ha appena strappato dalla mani dell'Italia l'Europeo con un golden gol e in bianconero è chiuso da Pippo Inzaghi.

Il primo anno il francese fatica a ritagliarsi spazi. "Se avessi saputo di giocare così poco non sarei venuto alla Juve",  dichiara amaro. All'epoca i tifosi juventini non sapevano ancora di aver tra le mani una macchina da gol.  A fine anno riesce comunque ad inanellare 14 reti. Nel 2001 le partenze di Inzaghi e Ancelotti e il contemporaneo arrivo di Marcello Lippi gli spianano la strada. Il risultato è uno scudetto e il titolo di capocannoniere. 'Quando gioca segna sempre Trezeguet' cantano i tifosi.

Nonostante i frequenti guai fisici, l'attaccante a fine 2006 diventa il miglior cannoniere straniero nella storia bianconera. Meglio di Michel Platini e John Charles.
Nel 2006 la bufera Calciopoli, ma David è tra quelli che decide di non tradire. Con i suoi 15 gol aiuta la squadra a tornare in A. Nel 2007 rinnova il suo contratto fino al 2011 per 4,5 milioni a stagione. Nella stagione 2008-2009 vede pochissimo il campo per via di una doppia operazione alle ginocchia.

Dopo dieci anni, il 28 agosto 2010, Trezeguet lascia la Juventus per l'Hercules. Nella storia restano i suoi 171 gol in bianconero in 320 partite. Numeri da pelle d'oca. Anche se lontano l'amore e la fedeltà per la Vecchia Signora sono rimasti immutati. 'E' stata una grande storia d'amore - ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta -. Io resterò sempre tifoso della Juve. Il giorno in cui vinceranno lo scudetto andrò a Torino e chiederò alla famiglia Agnelli di inventare una maglia con la terza stella. E sarò il primo ad indossarla. I due titoli che ci hanno tolto sono stati una clamorosa ingiustizia". Come si fa a non amare uno così?