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    Midtjylland-Atalanta, le pagelle di CM: Papu Gomez stellare, Zapata e Muriel implacabili. Capolavoro Miranchuk!

    Midtjylland-Atalanta, le pagelle di CM: Papu Gomez stellare, Zapata e Muriel implacabili. Capolavoro Miranchuk!

    • Marina Belotti
    Midtjylland-Atalanta 0-4
     
    MIDTJYLLAND:
     
    Hansen: 5
     
    Andersson: 5,5
     
    Sviatchenko: 6
     
    Scholz: 4,5
     
    Paulinho: 6
     
    Onyeka: 6,5
    (Dal 42’ s.t. Kraev: sv).
     
    Cajuste: 4,5
    (Dal 31’ s.t. Madsen: sv).
     
    Dreyer: 6,5
     
    Mabil: 5,5
    (Dal 31’ s.t. Lasse Vibe: sv).
     
    Pione Sisto: 6
    (Dal 42’ s.t. Anderson: sv).
     
    Kaba: 5,5
    (Dal 15’ s.t. Evander: 6,5)
     
     
    All. Priske: 5
     
    ATALANTA:

    Sportiello 7: il primo intervento arriva solo al 33’ p.t, ma lui non si fa trovare infreddolito dalla pioggia battente e, attento, salva porta e risultato su Dreyer. Segue con concentrazione la sfera di Evander che si impenna per la testa di Sviatchenko, ma la svia con prontezza al momento giusto. Si allunga per precauzione sul tiro potente di Evander. Bene, una sicurezza, la porta inviolata è una gradevolissima rarità. 
     
    Toloi 6,5: si allaccia a Pione Sisto per un’ottima copertura in retroguardia, calcia via veloce le poche palle danesi. Sempre oltre la metà campo, attacca da esperto trequartista ed è proprio da lui infatti che parte l’azione del primo gol col cross al bacio per Romero-Zapata. Ma lui è prima di tutto un ministro della difesa, dove però arriva imperdonabilmente in ritardo su Onyeka, liberissimo di inzuccare e sfiorare il gol mentre il brasiliano dorme. In Champions serve più attenzione.
     
    Romero 7,5: più in forma di Palomino, prende il suo posto al centro della difesa. Allontana il primo pallone che si presenta in area piccola con velocità. Il mister lo mette proprio sulla star Pione Sisto, che contiene, poi accorcia pure su Kaba. Riprende il pallone anche a Cajuste e in attacco scatena applausi con il suo assist capolavoro, sponda di testa per Zapata. Ha capito che con Gasp non importa essere nati difensori, l’area piccola avversaria è sempre il posto giusto dove stare e lì si fa trovare anche sugli angoli e sulle punizioni del Papu, che sfiora tutti con testa e cuore. Sviatchenko riesce ad anticiparlo solo una volta, ma lui si fa perdonare mandando quasi in rete pure Pasalic. Adesso che ha capito i meccanismi di questa Atalanta, ci sguazza che è un piacere. Peccato per l’inutile giallo.
     
    (Dal 41’ s.t. Palomino: sv).
     
    Djimsiti 7: rilancia in profondità per il capitano, al quarto d’ora solo per pochi cm non inzucca in rete, ma il salto e l’intuizione ci sono. Nell’azione del primo gol ci prova con una rovesciata e nel terzo parte da lui il cross per Gosens. Bene, l’esperienza con Osimhen ha dato i suoi frutti. Nella ripresa, sempre in area di rigore, fa la sponda su Zapata e in difesa ci mette il tacco per far desistere Paulinho.
     
    Hateboer 7: bravo nei duelli 1 contro 1 con Paulinho, li vince tutti ma in difesa svirgola qualche volta la sfera e Cajuste ne approfitta. Quando l’olandese perde palla in attacco, si ributta a capofitto per riprendersela. Anticipa Mabil, salvifico, nelle sue incursioni in area piccola. Gara di grande corsa e sacrificio.
     
    de Roon 8: manovra la mediana e dà l’equilibrio giusto, ogni volta che può spedisce la sfera a Zapata. Si moltiplica come i pani e i pesci in tutte le zone del campo, imprescindibile.
     
    Freuler 6: impreciso nei primi tiri verso Zapata, solo davanti alla porta sbaglia completamente una palla già in rete, senza passarla a uno smarcato Muriel. Ma in Champions è vietato sbagliare palle così, anche sopra di 3.
     
    (Dal 36’ s.t. Pessina 6: riveste la maglia da titolare per la Champions. Bentornato, servirà per far rifiatare il centrocampo).
     
    Gosens 8: si rende utile anche in difesa alle prime apparizioni danesi. Fin troppo corretto, al 6’ pt si dispera solo con sé stesso perché perde il controllo della sfera davanti alla porta. Ci riprova come un treno all’8’ pt in tiro-cross poco convinto. Guadagna diverse punizioni. Scholz lo prende di mira e lo abbatte con cattiveria, ma il tedesco si rialza e si continua a presentarla in area piccola. Non sbaglia però nell’intesa con Zapata, per il passaggio che vale poi il terzo centro di Muriel. Nella ripresa scappa via ad Andersson mangiandoselo in un sol boccone: una vera ala europea.
     
    Gomez 8,5: preso a randellate da Onyeka, si sente ancora in vena di gol e tenta da subito il tiro da fuori, che si trasforma in una perla da cineteca al 36’ p.t: staffilata di destro da 25 metri proprio lì, sotto la traversa, dove Hansen non può arrivare e per di più senza rincorsa. Inarrestabile, da sempre, ma quest’anno è un extra-terrestre con un istinto da goleador da far invidia persino ai Cafeteros. Solita prova di grande sacrificio, guadagna con malizia e batte con precisione punizioni e corner; prestazione stellare, è ancora una volta il migliore.
     
    (Dal 22’ s.t. Pasalic 6,5: appena entrato cerca con freschezza la via della porta, ma c’è folla in Danimarca. Romero lo spalleggia, lui galoppa come sa e conclude addosso al portiere. Ha un’altra occasione, ma non è serata per lui).
     
    Muriel 8: subito in campo dal 1’ lui che è abituato a segnare dalla panca, si ripete comunque da titolare, confermando la sua forma straordinaria. Calcia una punizione d’oro verso la porta e disarma Onyeka nella sua rincorsa verso la rete. Non contento, lotta contro Cajuste e la butta in rete per il tris, presente al momento giusto nel posto giusto.
     
    (Dal 23’ s.t Ilicic 7: ritorna ufficialmente in Champions, lì dove in piena pandemia con un poker d’autore stese il Valencia. Entra con l’atteggiamento giusto e fa ammonire la star Sisto. Non arriva, per un soffio, il suo gol di esterno per colpa di Hansen, ma tanto basta per capire che è tornato a tutti gli effetti il campione di un tempo, pronto a servire il suo ‘vice’ Miranchuk per un altro poker).
     
    Zapata 8: messo a dura prova dal terreno scivoloso che gli fa perdere palla, è da applausi il feeling sulla sinistra con Gosens fin dai primi minuti. Sviatchenko lo abbraccia per placcarlo, ma lui ha più fisico. Sbatte contro il palo ingranando la quinta e ingannando Scholz. Arriva sempre prima dei difensori e fa salire la squadra con grinta e gambe. Hansen ci mette il guanto e gli nega la gioia del gol fatto al 23’p. t, ma lui, Pum-Pum, al 26’ pt controlla, vede l’angolino basso e insacca con la maestria del bomber e del cecchino. Poi sbaglia un altro gol ma, con naturalezza, lo trasforma in assist per i piedi cinici di Muriel. Strepitoso.
     
    (Dal 36’ s.t. Miranchuk 7,5: esordio con la maglia nerazzurra nella prima di Champions stagionale, il russo realizza subito. Il suo primo gol è un capolavoro: arriva dal limite con un tiro a giro, morbido, che fa ben sperare. Benvenuto nel club dei goleador di razza. Che qualità!).
     
     
    All. Gasperini 7,5: sotto un diluvio universale, la sua squadra dimentica l’emozione di Zagabria e manda in campo l’esperienza. “Più su”, urla lui, sa che la sua Dea è più bella se spinge e accelera e così fa chiudendo il primo tempo sopra di tre e facendo dimenticare in fretta il poker del San Paolo. I suoi esercitano il doppio del possesso palla e la sua Dea comanda ritmi, tempi, gioco e punteggio nell’arena di Herning. Ma deve ancora strigliare i suoi difensori, e fa bene, perché Onyeka è troppo libero di fare ciò che vuole. Il bel gioco vince e convince, un’Atalanta così in Champions ci sta benissimo. Al momento giusto butta dentro i ricambi e la squadra cala il poker vendicandosi di Zagabria e del San Paolo in un colpo solo. Ancora una volta, tutti gol capolavoro.

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