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La Procura di Milano indaga sulla cessione del Milan da Elliott a RedBird. Nelle carte c'è anche la ricostruzione della trattativa iniziata nel novembre 2021 e saltata nel maggio 2022 con il fondo arabo Investcorp (sede in Bahrain) insieme alla piattaforma di investimento MFO Multi Family Office Equity Partners (base a New York e presenza tra gli investitori della famiglia reale saudita, con Saudi Crown MFO). 

Gli acquirenti investivano la stessa cifra (1,2 miliardi di euro) cash senza alcun prestito da parte del venditore. La famiglia Singer preferì Gerry Cardinale, al quale ha prestato circa 600 milioni di euro, per un interesse di 42 milioni all'anno. RedBird ha inoltre lasciato al fondo dei Singer corposa voce in capitolo nelle scelte societarie del club rossonero, a cominciare dalla linea di austerity sul mercato. 

Il finanziere italo-americano Carmine Villani, amministratore delegato di MFO (in foto con l'ex presidente statunitense Bill Clinton) e protagonista della prima trattativa, ha spiegato al quotidiano La Repubblica in edicola oggi: "Non posso entrare nei dettagli, ma posso confermare che la nostra cordata si era impegnata sia ad acquisire tutte le quote di maggioranza del Milan sia a garantire il successivo investimento sul mercato di 300-400 milioni di euro, per riportare subito la squadra al livello più alto d'Europa, come la sua storia merita. Era tutto 'equity'. Se Elliott avesse voluto, gli avremmo lasciato quote di minoranza". Era pronta anche una somma stanziata per il nuovo stadio e 70 milioni di euro subito disponibili per il mercato.