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Milan, alibi finiti: con l'Atalanta è più importante che con il Newcastle. In coppa, meglio quarti che terzi...

Milan, alibi finiti: con l'Atalanta è più importante che con il Newcastle. In coppa, meglio quarti che terzi...

  • Alberto Cerruti
    Alberto Cerruti
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Due partite-chiave. Sabato l’Atalanta e mercoledì il Newcastle, senza l’ex Tonali, sempre in trasferta. Due partite per capire quale sarà il futuro del Milan nella primavera del 2024. Perché è vero che non siamo nemmeno a metà stagione, ma tra una settimana sapremo già se i rossoneri saranno ancora in Europa, ed eventualmente in quale coppa, dopo aver saputo se avranno approfittato del fatto che la sera prima la Juventus e il Napoli si saranno tolti punti a vicenda, favorendo di conseguenza la rincorsa di Calabria e compagni verso i piani alti della classifica. Al di là di chi giocherà, con o senza Leao, la squadra di Pioli ha il dovere di dare continuità al successo di sabato scorso contro il neopromosso Frosinone, anche se non sarà altrettanto facile perché l’Atalanta, malgrado la clamorosa sconfitta sul campo del Torino, è di un altro livello. Vincere a Bergamo, quindi, avrebbe un grande significato, anche a livello morale in vista della successiva trasferta a Newcastle. Un pareggio non sarebbe un brutto risultato, mentre una sconfitta farebbe tornare a galla tutti i problemi, non soltanto di infortuni, emersi nell’ultimo periodo.

Comunque vada, una prima cosa è certa: la partita contro l’Atalanta è strettamente legata a quella contro il Newcastle, perché mai come in questo caso, vista la difficoltà di accedere agli ottavi di Champions anche in caso di successo in Inghilterra, l’appuntamento in campionato è più importante in prospettiva e quindi non è il caso di fare un turnover preventivo. Da domenica, poi, si penserà soltanto alla Champions, con un’altra certezza, anche se nessuno nel club rossonero lo ammetterà mai: e cioè che il terzo posto nel girone sarebbe meno gradito del quarto.

Scivolare in Europa League, infatti, significherebbe giocare giovedì in coppa e poi domenica in campionato, senza grandi vantaggi economici, e senza grandi speranze di vincere una coppa che nessun club italiano ha mai conquistato, visto che il Parma ha festeggiato l’ultima coppa Uefa, alla fine dell’altro secolo. Uscire del tutto dall’Europa non è mai il massimo della vita, a livello tecnico, economico e di prestigio, anche perché il Milan sarebbe quasi sicuramente l’unica squadra delle quattro italiane bocciata in partenza, ma potrebbe regalare più tempo ed energie in vista del campionato. E non può essere un caso che proprio il Milan di Pioli abbia vinto due anni fa lo scudetto, dopo essere uscito dalla Champions, senza passare dall’Europa League. “Concentriamoci sul campionato” sarebbe il logico e facile slogan di tutti i rossoneri se uscissero dall’Europa e a quel punto il quarto posto non potrebbe più bastare perché anche il Milan, come la Juventus, avrebbe lo scomodo vantaggio di non giocare le coppe.

Ecco perché la partita contro l’Atalanta avrà valore doppio, per il presente e per il futuro. Dopo aver perso contro l’Inter e la Juventus, e avere poi sperperato due gol di vantaggio sul campo del Napoli, il Milan non può più perdere altro terreno se vuole davvero coltivare il sogno di una nuova clamorosa rimonta come due anni fa. E quindi riflettori puntati su Bergamo, tappa mai banale nella storia recente dei rossoneri, dalla bruciante sconfitta che fece decollare il primo Milan di Pioli con il nuovo acquisto Ibrahimovic, al successo con la doppietta di Kessie che lo fece poi tornare in Champions League. Sabato non ci saranno né Ibrahimovic, né Kessie. Ma in campo, come diceva il grande “Paròn” Rocco, va sempre il Milan. E allora vedremo che cosa saprà fare. Perché gli alibi sono finiti.

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