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Il gap che conta non è nella classifica ma nella casella dei gol subiti. «L'Udinese non ha ancora preso gol, noi invece cinque in due partite. Troppi». Massimiliano Allegri rimarca un concetto che l'anno scorso è stato il suo cavallo di battaglia: primo non prendere gol, poi si pensa a farli. Aveva già lanciato l'allarme dopo Lazio e Barcellona «Bisogna registrare la difesa» e lo ribadisce quando a San Siro sta per arrivare l'Udinese, non proprio l'avversario ideale dopo la sconfitta di Napoli. Perché ha attaccanti rapidi e pericolosi e perché l'anno scorso segnò quattro gol al Milan tutti in una volta. «Per questo bisogna far salire l'attenzione, perché in questo periodo paghiamo al primo errore. Le cose non vanno molto bene però dipende solo da noi. Non basta essere favoriti a parole, bisogna guadagnarsi tutto sul campo».
Uomini contati Però non è tutto da buttare via. Anche con la mente più lucida il tecnico del Milan continua a sostenere che «la squadra a Napoli ha fatto una buona partita, in mezzo però ci sono stati errori che ci sono costati cari e che non sono da noi». Errori che hanno qualcosa in comune con quelli che generarono la prima sconfitta della gestione Allegri a Cesena: «Anche lì subimmo gol in contropiede». Per questo teme l'Udinese: «Sono molto bravi nelle ripartenze. Bisogna giocare con serenità e concentrazione». Niente cambi però, anche per mancanza di alternative: Allegri ha gli uomini contati, visto che alla lista degli indisponibili ieri si sono aggiunti Bonera infrazione a una costola e Antonini mal di denti e stasera, a parte Zambrotta, dovrebbe mandare in campo la stessa formazione di Napoli. L'idea di spostare Thiago Silva a centrocampo e Yepes in difesa sembra tramontata per l'infortunio di Bonera, che lascia Allegri con i difensori contati. El Shaarawy sarà ancora in panchina: «E' un ragazzo, non possiamo dargli troppe responsabilità».
Come i nerazzurri In quanto a serenità i giocatori possono prendere come modello l'allenatore, che difficilmente si scompone. «Essere sotto processo fa parte del gioco. Il paragone con l'Inter? Anche quello è normale, siamo a un punto come loro. Mi fa ridere che dopo due giornate ci siano già le fughe, ma il nostro valore non è cambiato». Così come è lo stesso l'atteggiamento di Allegri verso le decisioni arbitrali: «Non critico mai perché le valutazioni possono essere a favore o a sfavore a seconda della partita, stavolta sono state a nostro sfavore». Meglio concentrarsi sulle due settimane di fuoco che attendono il Milan: Udinese, Cesena e Vicktoria in casa e Juve in trasferta. «Ci aspettano quattro partite importanti». L'obiettivo è recuperare almeno qualche giocatore: «Per Cesena difficilmente riavremo qualcuno. Gattuso ha una paresi del sesto nervo dell'occhio, stanno facendo accertamenti per capire i tempi di recupero non meno di un mese, ndr. Ibra è tornato ieri sera, sta molto meglio, prima della sosta credo sarà a disposizione. Per la Juve spero di riavere due attaccanti su tre: Ibrahimovic e Boateng». Stasera, invece, ci saranno solo Pato e Cassano.