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Hakan Calhanoglu è stato uno dei colpi che più ha creato entusiasmo nei tifosi del Milan nel corso della lunga e ricca estate rossonera. Il centrocampista turco arrivato dal Bayer Leverkusen era seguitissimo e battere una ricca concorrenza a prezzi tutto sommato concorrenziali per questo mercato (è stato pagato 22 milioni di euro) è stato positivo. C'è ovviamente un però, perchè ad oggi Calhanoglu è ancora in ritardo di condizione e, soprattutto, rappresenta un dilemma tattico importante per Vincenzo Montella.

NE' ESTERNO... - L'idea iniziale del ds Massimiliano Mirabelli era netta: Calhanoglu ha talento e qualità e può adattarsi tranquillamente nel ruolo di esterno sinistro d'attacco nel 4-3-3 o 4-2-3-1. Una possibilità che Montella ha provato spesso nel corso del pre-stagione ma che, complice una condizione atletica non eccelsa, non ha portato ad un rendimento elevato, con grandi difficoltà soprattutto nella fase difensiva.
...NE' MEZZALA - Montella ha provato quindi ad abbassarlo nel ruolo di mezzala accanto a Kessie e Biglia o Montolivo. Una mossa che ha portato ad un leggero miglioramento nell'impatto sulla partita del turco che, tuttavia, ha mostrato la mancanza di passo e la scarsa mobilità soprattutto nella gara contro il Cagliari dove ha sofferto il confronto con Joao Pedro e Ionita.

TREQUARTISTA PURO - E allora dove può rendere al meglio Calhanoglu? La risposta è semplice e lampante guardando non solo la sua storia ma anche le giocate, la heatmap e la touchmap della sfida contro il Crotone dove, almeno nel primo tempo, il numero 10 rossonero ha a tutti gli effetti ricoperto il ruolo di un 10 classico. Calhanoglu è un trequartista, che ama spaziare sulla sinistra, ma è un numero 10 puro. Sa innescare i compagni, calciare in porta dal limite, allargare il gioco, ma non ha ad oggi il passo e la mentalità nè di un esterno nè di una mezzala. Va lasciato libero di inventare alle spalle delle punte. Per farlo giocare Montella dovrà cambiare modulo, il rischio di bruciarlo mettendolo in difficoltà è alto e il Milan non può permetterselo