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Alla ricerca dell'equilibrio e di una sua fisionomia tattica ancora sconosciuta, una delle certezze di Pippo Inzaghi e del suo Milan in questo primo scorcio di stagione è l'ex atalantino Giacomo Bonaventura, arrivato nelle ultime ore dell'ultima sessione di mercato e diventato ben presto giocatore imprescindibile negli schemi del tecnico rossonero. 4-3-3, 4-2-3-1, il modulo non fa differenza: il centrocampista marchigiano è l'equilibratore di una squadra che fatica ancora a presentare una fase difensiva efficace tanto quella d'attacco.

L'UOMO DI PIPPO - Anche Antonio Conte, ct della Nazionale, se n'è accorto e ieri, prima della gara di San Siro contro il Chievo, è arrivata per Bonaventura la bella notizia del ritorno in azzurro, un anno e mezzo dopo quel 31 maggio 2013 in cui debuttò con Prandelli in un'amichevole con San Marino. Sarà a disposizione per la doppia sfida di qualificazione al prossimo Europeo contro Malta e Azerbaigian, un premio anche per Inzaghi che, sfumata l'ipotesi Biabiany, ha spinto Galliani a imprimere l'accelerata decisiva quando l'Atalanta ha offerto il giocatore al club di via Aldo Rossi nell'ultimo giorno di mercato. Un impatto devastante in rossonero, con la rete alla prima ufficiale a Parma e, dopo la panchina con la Juve, le ottime prove con Empoli e Cesena prima della conferma definitiva del suo valore nel match col Chievo.
GIOCATORE ECLETTICO - Attaccante esterno a sinistra o mezzala mancina in un 4-3-3, trequartista mancino nel 4-2-3-1, Bonaventura non perde mai di efficacia e dimostra attraverso le proprie qualità tecniche e la predisposizione al sacrificio di poter offire al suo allenatore diverse soluzioni tattiche, con buona pace di El Shaarawy, finito ai margini nelle ultime settimane anche "per colpa" dell'esplosione dell'ex gioiello dell'Atalanta. Bravo anche ad adattarsi alle variazioni tattiche in corso di partita, come è avvenuto col Chievo quando, dopo essere partito come mezzala, ha avanzato il suo raggio di azione nella ripresa per consentire a Menez di giocare nella sua posizione prediletta di attaccante centrale. Costato 7 milioni di euro, è stato l'acquisto colpevolmente meno reclamizzato della campagna acquisti del Milan e "rischia" invece di essere la chiave di volta per la stagione rossonera.