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Neanche il tempo di riprendersi dallo scossone del cambio in panchina e il Milan è già al centro di altri importanti rumors: si torna a parlare di cessione della società, questa volta però si tratta della maggioranza delle quote. La cordata cinese vuole chiudere entro 6-8 settimane, ma l'esperienza dell'ultimo anni con Bee Taechaubol chiama prudenza: 'closing' è ancora una parola che si sussurra soltanto tra via Aldo Rossi e Arcore, il presidente Silvio Berlusconi deve ancora convincersi, ma tanto basta per aprire scenari sul prossimo mercato del Milan.

2015 BIS O LOW COST - Al momento infatti i rossoneri non hanno la disponibilità economica per compiere grandi investimenti, almeno non quanto fatto la scorsa stagione con poco meno di 90 milioni di euro spesi solo per i cartellini di Bacca, Romagnoli, Bertolacci, Luiz Adriano e Kucka: la prospettiva di chiudere la cessione del 48% delle quote a Mr. Bee per 480 milioni di euro aveva convinto Berlusconi e Fininvest a spendere per regalare giocatori di prima fascia per Mihajlovic, tecnico da 2 milioni di euro netti a stagione. L'esito però è stato un boomerang, non solo per il rendimento al di sotto delle aspettative della squadra ma anche sul piano economico: la trattativa con il broker thailandese si è arenata e l'investimento estivo non è rientrato. A distanza di un anno il Milan si ritrova nuovamente ad un bivio: qualora l'accordo con la cordata cinese non si chiudesse entro il 30 giugno (senza dare dunque garanzie scritte a Fininvest) il mercato sarà all'insegna del low cost, altrimenti ci sarebbero i margini per qualche investimento mirato, non rivoluzioni massicce ma innesti mirati per rinforzare la rosa in punti strategici. Il tutto concordato con l'allenatore della prossima stagione, ma quale allenatore?

CONTRATTO BREVE - Dall'accordo con la cordata cinese dipende anche il futuro di Cristian Brocchi, subentrato a Mihajlovic per le sette partite della stagione e a caccia di una conferma che a questo punto potrebbe non essere più legata solo alla qualità del gioco della squadra. Il contratto in scadenza il 30 giugno, che l'ex allenatore della Primavera e la società non hanno voluto prolungare quasi a stimolo ulteriore, può rivelarsi in questo senso un segnale che i rossoneri tengono aperta ogni porta: con un nulla di fatto alte le probabilità di conferma per Brocchi, alla guida di un Milan italiano, giovane (e low cost), in caso di accordo con i cinesi invece la società avrebbe di fronte un nuovo bivio. Il primo scenario vedrebbe la partenza di un nuovo progetto, con investimenti su giocatori e su un allenatore 'di grido' che possa dare anche visibilità immediata in campo internazionale; nel secondo caso invece il Milan potrebbe decidere di dare continuità al progetto già in atto, supportato da nuovi fondi, confermando Brocchi in panchina: a quel punto un'intera stagione a disposizione del tecnico per dimostrare di poter restare alla guida del club, che qualora decidesse in seguito di operare un cambio in panchina potrebbe uscire senza grandi difficoltà dal contratto con Brocchi, visti i buoni rapporti tra lui e la società e il suo profilo meno ingombrante rispetto a un qualunque allenatore che dovesse prendere in mano la squadra. Tutto rinviato alle prossime settimane quando il presidente Berlusconi prenderà una decisione e si avrà più chiarezza sulle reali possibilità di chiudere l'accordo con la cordata cinese, ma il Milan comincia già a ragionare su questi possibili scenari per il prossimo mercato tra campo e panchina: d'altronde come ha recentemente ricordato il ds della Roma e amico di Galliani Walter Sabatini, 'il mercato si fa adesso, non a fine giugno'.

Twitter: @Albri_Fede90